Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Abu Mazen, annuncio ipocrita: 'Fine di Oslo' Ma non spiega che la dirigenza araba palestinese ha rifiutato ogni offerta di pace di Israele
Testata: Corriere della Sera Data: 15 gennaio 2018 Pagina: 13 Autore: la redazione del Corriere della Sera Titolo: «Accordi di Oslo, Abbas annuncia: 'Sono morti'»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 15/01/2018, a pag.13 la breve "Accordi di Oslo, Abbas annuncia: 'Sono morti' ".
Abu Mazen afferma - e non è la prima volta - la fine degli accordi di Oslo che avrebbero dovuto portare all'esistenza di due Stati in pace e sicurezza entro confini chiari e stabiliti. Oslo è naufragata in realtà perché la dirigenza araba palestinese ha sempre rifiutato, a partire da Arafat, ogni genere di proposta avanzata da Israele. Le parole di Abu Maze, dittatore "moderato", sono perciò ipocrite. Ancora oggi manca il riconoscimento di Israele quale Stato degli ebrei da parte palestinese. Si può dialogare con chi nemmeno ti riconosce?
Ecco la breve:
Abu Mazen
«Israele ha ucciso gli accordi di Oslo (del 1993) — ha detto il presidente palestinese Mahmoud Abbas —. Il piano di pace di Trump è lo schiaffo del secolo». Decenni di negoziati e intese (per quanto disattese) sono definitivamente sepolti in Medio Oriente. Al Consiglio centrale dell’Olp, riunito per discutere le conseguenze della decisione del presidente Usa di riconoscere Gerusalemme capitale d’Israele, il leader palestinese ha preso atto della fine della soluzione dei due Stati.
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