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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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L'Osservatore Romano Rassegna Stampa
10.11.2017 Se Israele costruisce case fa notizia, in qualsiasi altro Paese del mondo no
Una velina all'insegna del doppio standard sull'Osservatore Romano

Testata: L'Osservatore Romano
Data: 10 novembre 2017
Pagina: 3
Autore: la redazione dell'Osservatore Romano
Titolo: «Israele approva altri insediamenti»
Riprendiamo dall' OSSERVATORE ROMANO di oggi, 10/11/2017, a pag. 3, la breve "Israele approva altri insediamenti".

Continua la litania dei giornali cattolici contro la costruzione di "colonie" da parte di Israele. Non è chiaro perché dovrebbe fare notizia un piano edilizio che prevede la costruzione di abitazioni. E infatti, se riguarda qualsiasi altro Paese del mondo non fa notizia, se invece interessa Israele sì. Si chiama Doppio Standard. Quella di OR, infatti, è una velina scritta a senso unico contro Israele, anche se riporta le importanti parole di Benjamin Netanyahu.

Ecco l'articolo:

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Costruzione di case ad Amichai, nei territori contesi

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Israele ha approvato la costruzione di 240 nuove case a Gerusalemme est, in Cisgiordania. L'annuncio è stato dato ieri pomeriggio e segue di poche settimane quello relativo a 176 nuovi alloggi in un insediamento ebraico sempre a Gerusalemme est. Dure critiche sono state espresse da parte palestinese, secondo cui i nuovi insediamenti rallentano il processo di pace e il dialogo.

Sulla questione è intervenuto anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu intervistato dalla Bbc. «Non voglio una soluzione a un solo stato, su questo voglio essere molto chiaro e non ho nessun problema ad affermarlo» ha detto il premier. «Ma voglio essere sicuro che lo stato che sorgerà accanto a noi sarà qualcosa che non minaccerà le nostre vite. Ciò che fa realmente la differenza è cosa sarà l'altro stato» ha spiegato Netanyahu.

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ornet@ossrom.va

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