Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il coraggio uno non se lo può dare – neanche se è una mitica università 07/11/2017
Il coraggio uno non se lo può dare – neanche se è una mitica università Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli
Cari amici,
se c’è un mito popolare nel mondo accademico questo riguarda le due rivali britanniche di Oxford e Cambridge: gli antichi college, i titoli antiquati e ancora ecclesiastici, le toghe, le high table da cui in “dons” dominano le cene ufficiali, i ricordi delle celebrità che ci sono passate, da Wittgenstein e Russell ai “cinque” traditori di Cambridge alla maggior parte dei governanti britannici, l’eccentricità dei personaggi che ancora vi si trovano… tutto ciò fa molto folklore e colpisce le fantasie. Ma le due università non sono le migliori del mondo: in tutte le classifiche, che pure per lo più sono di confezione anglosassone, la cedono anche di molto alle università americane. E non sono neanche le più antiche: quella di Bologna, per esempio è certamente più antica.
Ma resta il prestigio, anzi il mito, e non sarò io a discuterlo. E però un’università non è solo un luogo di ricerca e di insegnamento o un pezzo di storia, è anche una comunità educativa, che dovrebbe prima di tutto diffondere un’etica del sapere ma più in generale della cittadinanza. E qui sta il problema che voglio oggi sottolineare. Anzi i due problemi.
Gli emblemi delle università di Oxford e Cambridge
Certo, anche in questa timidezza delle mitiche università britanniche devono essere i soldi del petrolio, che fanno molto comodo. E del resto, c’è un vecchio adagio che dice che “il coraggio uno non se lo può dare”. Il capitolo 25 dei “Promessi sposi” lo attribuisce a Don Abbondio, e questo è ben noto a tutti gli italiani che hanno letto il romanzo di Manzoni. Quel che non sapevamo fino a questi giorni è che il prete Abbondio fosse chiamato “don” per essere un illustre cattedratico di Oxford o di Cambridge (https://en.wikipedia.org/wiki/University_don).
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