Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Iraq: i curdi annunciano il referendum per l'indipendenza L'asse sciita prepara l'offensiva contro di loro. A chi darà una mano l'Occidente?
Testata: L'Osservatore Romano Data: 09 giugno 2017 Pagina: 3 Autore: la redazione dell'Osservatore Romano Titolo: «Diplomazia al lavoro per la Siria»
Riprendiamo dall' OSSERVATORE ROMANO di oggi, 09/06/2017, a pag. 3, la breve "Diplomazia al lavoro per la Siria".
Quella del referendum per l'indipendenza del Kurdistan iracheno è un'ottima notizia. Senza dubbio in questi mesi l'asse sciita, composto da Iran, Siria di Assad e dal governo di Baghdad, farà di tutto per contrastare il diritto all'autodeterminazione dei curdi iracheni. Sul fronte opposto anche la Turchia è contro i curdi. L'Occidente saprà fare proprie le rivendicazioni curde?
Ecco la breve:
Peshmerga curdi
Diplomazia al lavoro per una soluzione politica della crisi siriana. L'inviato speciale dell'Onu, Staffan de Mistura, si reca oggi a Mosca, su invito russo, per incontri con i ministri degli esteri, Serghiei Lavrov, e della difesa, Serghei Shoigu. Annunciando il suo viaggio, De Mistura ha sottolineato che il «coinvolgimento della Russia [nei negoziati sulla Siria] è fondamentale perché ha un interesse particolare nella soluzione politica» della crisi. Secondo de Mistura, una volta ottenuta una riduzione delle violenze, bisogna «trovare una cura» e «la cura può venire solo coinvolgendo la Russia». La vera priorità — ha spiegato l'inviato speciale dell'Onu — «è umanitaria: pochissimi convogli arrivano nelle zone di de-escalation. Se c'è una tregua, bisogna poter raggiungere tutti coloro che hanno bisogno, ma questo non avviene. Ci sono almeno 2,5 milioni di persone che vivono nelle zone di de-escalation concordate ad Astana da Russia, Turchia e Iran». La speranza è che «la tregua possa produrre sia un aiuto al processo politico sia un aiuto umanitario», nella consapevolezza che «nessuna tregua può essere sostenuta a lungo senza un orizzonte politico, e quello è Ginevra, c'è bisogno della comunità internazionale».
E intanto, si complica la partita irachena. Ieri, con un annuncio destinato a scatenare l'ira di Baghdad, il governo della regione autonoma del Kurdistan ha annunciato che il prossimo 25 settembre si terrà il referendum per l'indipendenza e quindi la secessione dall'Iraq. Lo ha annunciato il responsabile dell'ufficio per gli affari esteri del Kurdistan iracheno, Hemin Hawrami su Twitter. «Grandi notizie. Il referendum per l'indipendenza del Kurdistan si tiene il 25/9/2017» ha twittato Hawrami, precisando che il voto riguarderà anche le regioni contese di Kirkuk, Khanqin, Sinjar e Makhmor. Formalmente il Kurdistan è una regione autonoma dell'Iraq. La regione confina con l'Iran a est, con la Turchia a nord, con la Siria a ovest. Il capoluogo del Kurdistan iracheno è Erbil.
Per inviare la propria opinione all' Osservatore Romano, telefonare 06/69883461, oppure cliccare sulla e-mail sottostante