Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Israele: democrazia e stabilità in una regione in fiamme Analisi di Angelo Pezzana
Testata: Bet Magazine Data: 06 giugno 2017 Pagina: 6 Autore: Angelo Pezzana Titolo: «L'unico confine sicuro in Medioriente è quello del Golan. Israele è garanzia di stabilità. Perché l'Europa non lo capisce?»
Riprendiamo dal BOLLETTINO della Comunità ebraica di Milano, giugno 2017, a pag. 6, il commento di Angelo Pezzana, dal titolo "L'unico confine sicuro in Medioriente è quello del Golan. Israele è garanzia di stabilità. Perché l'Europa non lo capisce?".
Angelo Pezzana - il confine tra Golan israeliano e Siria
Gerusalemme
La domanda che segue è rivolta alle istituzioni sovranazionali, a una parte non indifferente della politica italiana e a tutti i redattori di cartografie geografiche e guide turistiche che continuano a considerare le Alture del Golan un territorio ‘occupato’ e non annesso come invece lo è nella realtà dal 1981. Forse vale la pena ricordare che da quelle alture la Siria bombardava la valle sottostante, causando spesso distruzione e morti fra gli abitanti. Con la guerra dei sei giorni Israele liberò quella zona al confine siriano, la difese da continui attacchi fino alla guerra del Kippur del 1973, dopo la definitiva sconfitta della Siria.
Con poche eccezioni, Onu, Ue e molti governi democratici occidentali hanno continuato a richiederne la restituzione, incuranti del fatto che da quel confine – indifendibile se il Golan rimaneva sotto il dominio siriano- sarebbero entrati senza difficoltà gruppi terroristi arabi per commettere stragi. Ricordiamo il massacro nella scuola Netiv Meir di Maalot nel 1974, dove vennero subito uccisi alcuni bambini e il guardiano della scuola, mentre altri alunni e insegnati venivano presi in ostaggio, per essere poi uccisi per impedire alle forze di difesa israeliana di liberarli. Tutto dimenticato, il Golan deve essere ‘restituito’ alla Siria! È la cantilena che dura tuttora. Veniamo ad avvenimenti recenti, la guerra civile siriana, milioni di gente in fuga, centinaia di migliaia di morti, sterminati dalle truppe siriane e dai movimenti terroristi che combattono Assad.
Tel Aviv
Tutta la regione è un massacro continuo, mentre l’unico stato che ha avuto la capacità e la forza di restarne fuori è Israele. Ma questo non è mai oggetto di attenzione da parte dei media occidentali, mai che qualche analista o “esperto” metta in evidenza che l’unico confine sicuro nella zona è quello del Golan che divide Israele dalla Siria. Scrivessero il vero, dovrebbero chiedersi quel che sarebbe avvenuto se il Golan fosse stato restituito alla Siria. Ma se guardano bene. Dovrebbero riconoscere il ruolo di Israele nella difesa della pace in quel che resta del Medio Oriente, ovunque stravolto da guerre continue. Perché allora non lo scrivono? Perche la signora Mogherini, che rivendica la funzione di stabilità dell’Europa, non la racconta giusta, invece di schierarsi contro l’unico stato democratico del Medio Oriente? Se l’Iran non ha ancora realizzato il progetto di conquista della regione è perché teme la reazione del piccolo ma determinato stato ebraico. Dall’Europa ha solo ricevuto consensi. E’ così che si crea stabilità?
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