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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Avvenire Rassegna Stampa
04.05.2017 Lombardia: il divieto del burqa negli ospedali non è discriminatorio
Lo riporta perfino Avvenire

Testata: Avvenire
Data: 04 maggio 2017
Pagina: 1
Autore: la redazione di Avvenire
Titolo: «Divieto del burqa negli ospedali non è discriminatorio»

Riprendiamo da AVVENIRE di oggi, 04/05/2017, a pag. 1, la breve "Divieto del burqa negli ospedali non è discriminatorio".

Abbiamo già scritto ieri del provvedimento: http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=66216
Una misura giusta e necessaria per combattere il rischio di terrorismo, la registra anche Avvenire.

Ecco l'articolo:

Immagine correlata

Vietare alle donne musulmane di indossare il velo, in particolare nelle «forme del burqa e del niqab», in ospedali e uffici pubblici è sì uno «svantaggio per le persone che aderiscono a una religione», ma quel divieto non è discriminatorio perché «giustificato da una finalità legittima, ragionevole e proporzionata rispetto al valore della pubblica sicurezza». Lo scrive il Tribunale civile nelle motivazioni della sentenza pubblicata il 20 aprile con cui è stato respinto il ricorso di Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione) e di altre associazioni contro la delibera della Regione Lombardia che vieta l'ingresso a volto coperto negli edifici del sistema regionale. Nelle motivazioni il giudice spiega che la «pubblica sicurezza» è «concretamente minacciata dall'impossibilità di identificare le numerose persone che fanno ingresso nei luoghi pubblici individuati». Le associazioni chiedevano che la delibera regionale fosse dichiarata «discriminatoria».

Per inviare la propria opinione a Avvenire, telefonare 02/6780510, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@avvenire.it

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