Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Iran: nel Paese senza libertà anche convivere è illegale Commento di Viviana Mazza
Testata: Corriere della Sera Data: 04 maggio 2017 Pagina: 41 Autore: Viviana Mazza Titolo: «Cancellature, pennarelli, veli. L’arte islamica della censura in mostra a Reggio Emilia»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 04/05/2017, a pag. 41, con il titolo "Cancellature, pennarelli, veli. L’arte islamica della censura in mostra a Reggio Emilia", il commento di Viviana Mazza.
Convivere, ovvero vivere insieme senza essere sposati, in Iran è illegale. Nessuno stupore, dunque, che persino un articolo che scriva della convivenza sia bloccato dalla censura. Sarebbe bene che chi organizza festival librari in Iran e accetta che l'Italia sia ospite d'onore ne tenesse conto: http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=66198
Ecco l'articolo:
Viviana Mazza
Quattro anni fa, dopo l’elezione del presidente moderato Hassan Rouhani, riaprì in Iran la rivista «Zanan-e-Emruz» (Donne oggi) nella speranza che la censura fosse meno dura. Ma la pubblicazione fu sospesa dopo un articolo sulle coppie che convivono senza sposarsi, fenomeno comune ma illegale. È sulla censura dopo la Rivoluzione islamica del 1979 che riflette il progetto The Islamic Art of Censorship (L’arte islamica della censura) di Ali Kaveh, borsista di Fabrica (il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton). Il suo lavoro sarà al festival Fotografia Europea a Reggio Emilia da domani al 9 luglio nell’ambito della mostra Up To Now. Fabrica Photography (su corriere.it/lalettura una scelta delle foto).
Kaveh, iraniano, confronta, attraverso immagini dai media, la libertà di espressione in Iran prima e dopo il 1979. Fino al 1977 una lavatrice era pubblicizzata da una donna in abito scollato; nel 2017 il corpo femminile è scomparso sotto i veli obbligatori. Le riviste internazionali vengono vendute, ma dopo aver cancellato i nudi con pennarelli neri. L’artista crea una rivista del futuro, «Raha» (Libertà): «Spero che un giorno esca. Allora sorrideremo — dice al “Corriere” — di quando potevamo solo esibirla in una galleria d’arte» .
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