Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Addio al fotografo David Rubinger: suo lo scatto simbolo della guerra del '67 Commento di Davide Frattini
Testata: Corriere della Sera Data: 03 marzo 2017 Pagina: 15 Autore: Davide Frattini Titolo: «Morto David Rubinger, fotografò Israele. Suo lo scatto simbolo della guerra del '67»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 03/03/2017, a pag. 15, con il titolo "Morto David Rubinger, fotografò Israele. Suo lo scatto simbolo della guerra del '67", il commento di Davide Frattini.
A destra: lo scatto più celebre di David Rubinger: i primi paracadutisti israeliani al Muro occidentale nel 1967
Davide Frattini
Il naso rivolto all’insù, gli occhi spalancati, l’elmetto tra le mani, lo sguardo commosso verso le pietre più contese tra le pietre contese di Gerusalemme. È il 7 giugno del 1967 e i soldati israeliani riescono a raggiungere il Muro del Pianto. C’è anche il fotografo David Rubinger, morto ieri a 92 anni, che ha sempre considerato «brutto» il suo scatto più famoso. Di immagini ne ha collezionate 500 mila in una vita che ha attraversato la storia di Israele. Nato in Austria, la madre uccisa dai nazisti, è arrivato nel 1939 nella Palestina sotto il mandato britannico e da allora non ha smesso di raccontare il Paese con le sue guerre e i momenti di tregua tra i kibbutz e la spiaggia di Tel Aviv.
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