Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Vini sardi premiati in Israele Scambio di eccellenze tra Italia e Israele
Testata: Corriere della Sera Data: 06 gennaio 2017 Pagina: 35 Autore: G. Princ. Titolo: «La Sardegna (in bottiglia) conquista Israele»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 06/01/2017, a pag. 35, con il titolo "La Sardegna (in bottiglia) conquista Israele", la breve a firma G. Princ.
Il Tiros sardo
Una giovane etichetta sarda è fra i vini premiati con la medaglia d’oro al Terravino 2016 in Israele. Si tratta del rosso Tìros dell’azienda Siddùra, attiva da sei anni in Gallura a Luogosanto. Questo Igt Colli del Limbara del 2013 — selezionato a Tel Aviv da una giuria fra 615 vini di tutto il mondo — ha diviso il podio con altre tre bottiglie di storiche cantine italiane: il Lugana Riserva 2013 di Zenato , nota etichetta della Valpolicella, e i toscani Brancaia 2010, della famiglia Widmer e Memoro dell’antica azienda Piccini . Una doppia medaglia d’oro è andata invece all’Amarone Classico 2009 di Zenato e al Brunello di Montalcino 2008 di Biondi Santi , premiato anche come miglior vino importato in Israele.
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