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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Secolo XIX Rassegna Stampa
14.11.2016 Haim Baharier e le 10 Parole
Cronaca di Paolo Battifora

Testata: Il Secolo XIX
Data: 14 novembre 2016
Pagina: 14
Autore: Paolo Battifora
Titolo: «Haim Baharier e i Comandamenti»

Riprendiamo dal SECOLO XIX di oggi, 14/11/2016, a pag. 14, con il titolo "Haim Baharier e i Comandamenti", la cronaca di Paolo Battifora.

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Haim Baharier

«LE BUONE domande non hanno risposta, le altre non la meritano». Allievo del grande filosofo Emmanuel Lévinas e del rabbino Léon Askenazi, matematico, psicoanalista ed esegeta del testo biblico, Haim Baharier torna a Genova, dopo lo straordinario successo - "sono rimasto sbalordito" - dello scorso anno. Figlio di ebrei polacchi sopravvissuti ad Auschwitz, il dotto ermeneuta terrà questa sera a Palazzo Ducale, alle ore 21 nel Salone del Maggior Consiglio, il primo incontro del ciclo "Dieci comandamenti o dieci parole?", organizzato dal Centro Culturale Primo Levi e dalla Comunità Ebraica di Genova.

«A chi mi chiede cosa faccio» dice Haim Baharier «rispondo che cerco di pensare, anche se non è facile. Verità significa autenticità, merce rara in un'epoca come la nostra in cui va perdendosi la connessione tra linguaggio e comunicazione, sempre più fine a se stessa e idolatrata». II tema degli incontri di quest'anno verterà sul Decalogo: che impostazione dobbiamo aspettarci? «Nella Torah non compare mai il termine "comandamento" ma "parola": partirò da qui per spiegare in cosa consista la centralita e l'importanza del Decalogo per l'uomo d'oggi».

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I 10 Comandamenti

Un individuo, peraltro, immerso in una società secolarizzata e portato sempre più a respingere divieti e ammonimenti. «Ma il Decalogo non va inteso come un codice di divieti, ma come promesse che possono attuarsi se talune premesse vengono rispettate. Nel testo i verbi sono al futuro: non si legge "non rubare" ma "non ruberai". Una prospettiva su cui riflettere». Originale e profonda, la speculazione di Baharier può risultare spiazzante per chi si senta scosso nelle sue dogmatiche certezze. A partire, ad esempio, da certe "abissali" citazioni del Gaon di Vilna, celebre rabbino lituano settecentesco per il quale "di Dio nulla si può dire, neppure che esista", o dalla distinzione tra sacro e santo, tutt'altro che sinonimi: «Il sacro è un residuo pagano dell'Occidente cristiano, mentre santo è ciò che ci rende capaci di discernere: profanare, alla lettera, significa polverizzare, ossia rendere tutto indistinto come sabbia. La Torah ci racconta di un mondo ateo dal quale Dio si è ritirato e la profezia non va intesa come magica predizione, ma come comunicazione di un'esperienza in grado di anticipare il futuro».

A chi, di fronte a tanto sapere, rimanesse intimorito, Baharier risponderebbe, con ironica semplicità, «ma io faccio poco, come ai tempi della scuola, quando andavo male e venivo rimproverato da mio padre: nella vita, ebbi una volta coraggio di rispondergli, ci vogliono anche i penultimi e i terzultimi».

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