Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Con la prossima Amministrazione Usa, serve una svolta in Medio Oriente Breve a cura di Monica Ricci Sargentini
Testata: Corriere della Sera Data: 31 ottobre 2016 Pagina: 35 Autore: Monica Ricci Sargentini Titolo: «Il prossimo presidente Usa e il Medio Oriente»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 31/10/2016, a pag. 35, con il titolo "Il prossimo presidente Usa e il Medio Oriente", la breve di Monica Ricci Sargentini tratta dal "Washington Post".
Barack Obama
Per il Washington Post la politica americana in Medio Oriente deve voltare decisamente pagina. «La passività di Obama in Medio Oriente ha raggiunto il suo culmine all’ultima riunione del Consiglio nazionale di sicurezza — scrive il giornale nell’editoriale di domenica —. Di fronte a una serie di opzioni su come rispondere all’assalto criminale di Aleppo Obama ha deciso di non decidere». Il prossimo presidente dovrà rivitalizzare la politica nella regione che è vitale per gli interessi americani e su questo c’è un consenso bipartisan.
Per inviare la propria opinione al Corriere della Sera, telefonare 02/62821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante