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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Sette Rassegna Stampa
28.10.2016 La bandiera dell'Isis? alla Svezia piace
L'Europa politicamente corretta si piega al terrorismo islamico

Testata: Corriere della Sera Sette
Data: 28 ottobre 2016
Pagina: 46
Autore: la redazione
Titolo: «Svezia: per il procuratore la bandiera dell'Isis non è illegale»

Riprendiamo da SETTE di oggi, 28/10/2016, a pag. 46, la breve "Svezia: per il procuratore la bandiera dell'Isis non è illegale".

La decisione del procuratore svedese, che ritiene accettabile l'esposizione della bandiera dello Stato islamico, è un ulteriore, grave passo verso la sottomissione da parte dell'Europa del politicamente corretto all'islamismo.

Ecco l'articolo:

Immagine correlata
A sinistra, Stoccolma; a destra, un terrorista dello Stato islamico

Gisela Sjövall, procuratore pubblico di Laholm, nel sud del Paese, ha sentenziato che la bandiera dell'Isis non costituisce istigazione all'odio e perciò non è illegale in Svezia. Non perseguire quindi il ventitreenne residente nella cittadina, ma originario della Siria, che la polizia aveva denunciato perché nello scorso giugno aveva postato sulla sua pagina Facebook il vessillo del cosiddetto Stato islamico. Per le vigenti leggi svedesi, perché un'immagine o una frase venga giudicata di istigazione all'odio bisogna che esplicitamente attacchi una persona o un gruppo in riferimento alla sua razza, al suo orientamento sessuale, alla sua appartenenza etnica o alla sua religione.

«Non è questo il caso», ha tagliato corto Sjövall, dicendo di essere convinta della validità della decisione presa e sottolineando la differenza tra la bandiera dell'Isis, «genericamente contro tutti e non contro un singolo gruppo etnico» e la svastica «che simboleggia l'odio per gli ebrei». Per il momento, ha continuato, i due simboli non possono essere paragonabili, ma le cose «potrebbero cambiare nei prossimi dieci anni». Prevedendo implicitamente che con il problema dell'Isis, e della sua bandiera, ci dovremo confrontare ancora a lungo.

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sette@corriere.it

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