Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il mondo è pieno di territori contesi o occupati, ma all'Osservatore Romano interessa solo attaccare lo Stato ebraico Un tipico esempio di doppio standard antisemita
Testata: L'Osservatore Romano Data: 05 ottobre 2016 Pagina: 3 Autore: la redazione Titolo: «Non si fermano gli insediamenti»
Ripendiamo dall' OSSERVATORE ROMANO di oggi, 05/10/2016, a pag. 3, la breve "Non si fermano gli insediamenti".
Nel mondo ci sono molti territori contesi e occupati. Per esempio pensiamo all’occupazione militare dell’Indonesia a Timor Est, della Turchia nel nord di Cipro, della Russia in aree della Georgia e dell’Ossezia, del Marocco nel Sahara occidentale, del Vietnam in Cambogia, della Cina in Tibet, dell’Armenia in aree dell’Azerbaijan come il Nagorno-Karabakh e della Russia in Ucraina e Crimea.
All' Osservatore Romano (e a quasi tutti i media) però interessa soltanto scrivere dei "territori occupati" da Israele. E gli altri? Perché questo continuo silenzio? Non si tratta invece di un intollerabile doppio standard di giudizio? Che sia antisemitismo?
Ecco la breve:
Il governo israeliano ha concesso l'autorizzazione per la costruzione di 98 nuove case in Cisgiordania, vicino a Ramallah. A dare la notizia è stata la ong israeliana Peace Now. La decisione è destinata ad alimentare ulteriormente la tensione con i palestinesi e con gli Stati Uniti. E arriva in un momento molto delicato: le autorità israeliane hanno chiuso ieri gli accessi ai Territori palestinesi e aumentato la sicurezza per i festeggiamenti di Rosh Hashanah, il capodanno ebraico. La polizia presidia sinagoghe e luoghi pubblici sensibili, in particolare a Gerusalemme e nella Città Vecchia, dove si attendono migliaia di persone. Sigillati i varchi con la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, attraverso i quali i palestinesi potranno passare solo in circostanze eccezionali e per casi umanitari.
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