Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Come reagire di fronte al terremoto L'opinione di Rav Giuseppe Laras
Testata: La Nazione Data: 28 agosto 2016 Pagina: 4 Autore: Giuseppe Laras Titolo: «La sfida della fede»
Riprendimo dalla NAZIONE di oggi, 28/08/2016, a pag.4, con il titolo "La sfida della fede" il commento di Giuseppe Laras, ex rabbino di Ancona e Milano, attualmente Presidente dell'Assemblea Rabbinica Italiana.
Rav Giuseppe Laras
Dinanzi a tante morti e a tanto dolore, ii silenzio e forse la risposta più dignitosa ed etica. è il silenzio, assieme all'aiuto a chi ha bisqgno. La morte di bambini, addormentati nella notturna quiete domestica, e la distruzione di famiglie ritrovatesi nei paesi rendono più crudele e scandaloso II dramma vissuto dai nostri connctzionali, a cui vanno la mia vicinanza e le mie preghiere. La fede non dà risposte e, di per sè, non è una risposta. La non-fede può essere risposta legittima. Il credente è sospeso tra l'esperienza dell'assenza di Dio e del Suo silenzio, comune a tutti, e l'interiore convincimento, non sempre condiviso, che, nonostante l'orrore, Dio sia misteriosamente vicino, partecipe del suo soffiire. In caso di devastazione e proscrizione, le rampogne a Dio e la bestemmia, benche estreme, sono risposte religiose autentiche, che esprimono la fede (Abram e Giobbe). Quando, nella Genesi, Dio giudica buoni o molto buoni gli elementi creati, dobbiamo ricordarci che sono tali nella Sua prospettiva, e non necessariamente nella nostra. Noi esprimiamo la natura per come la definì Leopardi: madre e matrigna. La durezza del reale dovrebbe mettere in guardia teologi melensi e ambientalisti. Quando la terra trema e miete vittane, diventa chiaro l'esigente comando divino di dominarla e soggiogarla (Genesi I, 26-28). L'orografia deli 'Italia ci obbliga a prendere sul serio questo imperativo e a nutrire stima e fiducia per gli scienziati che cercano di rendere più sicura, pur con difficoltà e limiti, la nostra eststenza a contatto con le forze naturali. Lo scienziato moderno,cerca di controllare e manipolare l'esistente, più in ossequio che in trasgressione al precetto divino. Le voci di queste persone - Cassandre inascoltate dalla politica- sono quelle da assumere per il presente e il futuro del Paese. Mettere l'Italia in sicurezza e una sfida colossale, che si proietta sul pubblico e sul privato, sulla salvaguardia del passato e sulla possibilità stessa del futuro. La decadenza di un popolo inizia quando pensa che la sfida sia insuperabile: non deve essere il nostro caso. L'enorme sforzo politico, culturale ed economico che ci attende non è procrastinabile, poiche riguarda anche la ripresa economica e lavorativa clel Paese.
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