Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Volano i coltelli a Gaza: tensioni tra i terroristi di Hamas e l'Iran Commento di Davide Frattini
Testata: Corriere della Sera Sette Data: 08 aprile 2016 Pagina: 61 Autore: Davide Frattini Titolo: «Hamas contro l'assistenza sciita»
Riprendiamo da SETTE di oggi, 08/04/2016, a pag. 61, con il titolo "Hamas contro l'assistenza sciita", il commento di Davide Frattini.
Davide Frattini
L'attività prediletta di Hamas: lanciare missili su Israele e difendersi con scudi umani
L'accusa è arrivata da Qassem Suleimani, il generale più potente e temuto tra i Pasdaran iraniani: Hamas ha abbandonato «l'asse della resistenza» che va da Teheran a Gaza. Così quello che avrebbe dovuto essere un incontro di riconciliazione ha solo approfondito la frattura tra gli ayatollah e il movimento fondamentalista palestinese. Che resta contrario all'intervento iraniano in Siria, alla scelta di combattere al fianco di Bashar Assad, di uccidere i ribelli e i civili di religione sunnita come Hamas.
Nella Striscia la reazione ha colpito un'organizzazione umanitaria sciita creata nel 2004, tre anni prima che il movimento prendesse il controllo di Gaza con un colpo militare. Alla metà di marzo il ministero degli Interni ha ordinato di chiudere gli uffici del gruppo Al Bakyat El-Salehat. Hamas ha visto quello che è successo in Libano o Yemen dove l'assistenza è stata il primo passo per estendere l'influenza politica iraniana: oltre a distribuire cibo e vestiti l'organizzazione regalava alle famiglie palestinesi i poster con le immagini di Khomeini.
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