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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
29.03.2016 I criminali islamici come quelli comuni? E' l'ultima di Sergio Romano
Ma siamo sicuri che l'islam non c'entri proprio?

Testata: Corriere della Sera
Data: 29 marzo 2016
Pagina: 41
Autore: Sergio Romano
Titolo: «Isis, guerra, islam moderato: quesiti, dubbi e risposte»

Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 29/03/2016, a pag. 41, con il titolo "Isis, guerra, islam moderato: quesiti, dubbi e risposte", la lettera di Giovanni Attinà e la risposta di Sergio Romano.

Il commento di Sergio Romano è capzioso: esistono certamente criminali italiani, ma questi non compiono  delitti nel tentativo di affermare la propria identità italiana. Differente è il caso dei terroristi islamici, che uccidono al grido "Allah è grande". Improbabile sostenere che con questo l'islam non abbia nulla a che vedere.

Ecco lettera e risposta:

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Il nazismo settanta anni dopo ricreato dal terrorismo islamico

Ancora una volta si registra la mancata presa di posizione contro gli attentati da parte dell’Islam moderato e dal mondo arabo in generale. È arrivato il comunicato della Lega Araba ma mi sembra davvero poco. Se esiste davvero l’Islam moderato, sarebbe ora che agisse di conseguenza.

Giovanni Attinà
giovanniattina@tiscali.it

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Sergio Romano

Caro Attinà,
anche a me farebbe piacere ascoltare un maggior numero di deplorazioni e condanne provenienti da ambienti arabi e musulmani. Ma posso comprendere che molti musulmani preferiscano tacere in una situazione in cui troppe persone attribuiscono queste manifestazioni di violenza all’Islam. Se un criminale italiano commettesse un orrendo delitto in un Paese straniero e molti cittadini di quel Paese reagissero dichiarando che soltanto un italiano può macchiarsi di un tale crimine, quali sarebbero le sue reazioni?

Per inviare la propria opinione al Corriere della Sera, telefonare 02/62821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@corriere.it

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