Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Per il Manifesto Salah è un terrorista 'pentito' dalle brigate rosse al terrorismo islamico la stessa ideologia
Testata: Il Manifesto Data: 20 marzo 2016 Pagina: 1 Autore: Gabriele Annichiarico Titolo: «Salah è il primo jihadista pentito»
Salah mentre viene arrestato
" Salah è il primo jihadista pentito " è il titolo che il MANIFESTO sceglie oggi, 20/03/2016 nelle pagine 2/3 per raccontare la cattura di Salah Abdeslam a Bruxelles. Non riprendiamo i tre articoli, farciti dell'abituale analisi sociologico-onnicomprensiva che il quotidiano comunista riserva sempre in questi casi: colpe dell'Occidente cattivo, le ragioni di chi ammazza civili innocenti perchè 'oppresso', multiculturalità la sola medicina per curare le malattie occidentali. No, niente articoli, ma qualche riflessione. Salah sarebbe dunque " il primo jihadista pentito ", ma il pentimento - sempre che lo si possa definire tale - arriva dopo la cattura non prima. Come linea di difesa, nulla da dire, complimenti all'intelligente avvocato, ma che sia credibile, via! E' vero che i compagni del Manifesto sono degli irriducibili comunisti, per i quali verità e menzogna sono intercambiabili, ma riproporre oggi, dopo alcuni decenni, un pentitismo che ricorda quello dei brigatisti rossi, anche fra loro molti pentiti, ma solo dopo la cattura, è indecente. Oggi sono tutti in libera uscita, per cui se il destino di Salah sarà quello delle nostre BR, può affrontare il futuro con la certezza di essere -prima o poi - rimesso in libertà. Alla faccia delle vittime del terrorismo islamico.
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