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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Gazzetta del Mezzogiorno Rassegna Stampa
07.03.2016 Ritrovata un’antica necropoli vicino a Betlemme
Cronaca di Aldo Baquis

Testata: La Gazzetta del Mezzogiorno
Data: 07 marzo 2016
Pagina: 15
Autore: Aldo Baquis
Titolo: «Ritrovata un’antica necropoli a Betlemme»

Riprrendiamo dalla GAZZETTA del MEZZOGIORNO di oggi, 07/03/2016, a pag.15, l'articolo di Aldo Baquis dal titolo "Ritrovata un’antica necropoli a Betlemme"

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Aldo Baquis

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I resti di una necropoli canaanea che si estendeva su tre ettari di terra sono stati casualmente scoperti a sud di Betlemme (Cisgiordania), a Khalet al-Jam’a, durante lavori di costruzione di un parco industriale. E adesso, dopo mesi di scavi e di studi sistematici condotti da una equipe italo-palestinese guidata dal professor Lorenzo Nigro dell’ Università La Sapienza di Roma, è per la prima volta possibile stabilire che oltre quattro mila anni fa, in piena età del bronzo, su una elevazione vicina sorgeva un prospero insediamento canaaneo. L’annuncio ha destato sorpresa ed emozione: il gior nale «Haaretz» ne ha riferito con grande evidenza. Gli abitanti vivevano di pastorizia e di agricoltura. Ma nel corso dei secoli mantennero anche legami col mondo esterno: come dimostrano delicati «scarabei» di fattura egizia e pugnali di stile miceneo, trovati nelle viscere della terra. L’insediamento, ha detto il prof. Nigro a Haaretz, si trovava peraltro in posizione strategica, vicino a trafficate vie di commercio. Le tombe più antiche, di carattere familiare, scavate in un terreno relativamente morbido, risalgono al 2200 a.C.. Le ultime in ordine di tempo al 650 a.C., all’epoca cioè del regno di Giudea. Poi le attività nella zona si interruppero repentinamente, per diversi secoli. Nelle giornate terse da Khalet al-Jam’a si vede lo Herodion, uno degli edifici monumentali del re Erode. I ricercatori italiani e palestinesi ritengono che complessivamente in quella zona di sepoltura vi fossero un centinaio di tombe familiari, scavate sotto terra in una maniera che secondo «Haaretz» ricorda in qualche modo la descrizione biblica della tomba comune di Abramo, Isacco e Giacobbe e delle rispettive mogli nella vicina Hebron. In ogni caso gli abitanti originali di Khalet al-Jam’a erano canaanei. La maggior parte di quelle tombe (che potevano ospitare fino a una trentina di corpi) sono andate distrutte, per i danni arrecati dal tempo o perchè saccheggiate. Malgrado ciò sono stati trovati reperti di grande importanza, fra cui amuleti, ciotole e anfore, di varia forma. In una grotta, probabilmente la tomba di un guerriero, sono state scoperte anche ar mi. Ma le sorprese non sembrano essere finite ancora: in particolare desta attenzione uno scarabeo di fattura egiziana con complessi geroglifici disegnati all’in terno di una forma ovale, che devono ancora essere decifrati. Potrebbero menzionare il nome di un monarca, vissuto fra il 1800 e il 1640 a.C..

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