Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Torino, il sindaco Fassino contro il boicottaggio di Israele Cronaca di Beppe Minello
Testata: La Stampa Data: 02 febbraio 2016 Pagina: 41 Autore: Beppe Minello Titolo: «'Assurdo boicottare Israele'»
Riprendiamo dalla STAMPA - TORINO di oggi, 02/02/2016, a pag. 41, con il titolo "Assurdo boicottare Israele", la cronaca di Beppe Minello.
Piero Fassino
Al sindaco Fassino non è piaciuta la presa di posizione di 27 docenti che hanno sottoscritto una petizione con la quale chiedono di boicottare l’accordo di collaborazione che Università e Politecnico hanno avviato con Technion, l ’Israel Institute of Technology di Haifa: «Non vogliamo fornire sostegno all’occupazione militare e alla colonizzazione della Palestina». «Il nostro obiettivo è far sì che Torino sia città tollerante, aperta, capace di riconoscere ogni identità: e anche per questo motivo stigmatizzo chi propone di boicottare l ’accordo tra Politecnico, Università e Technion», sono state le parole pronunciate ieri da Fassino in Sala Rossa al termine di un duro dibattito fra maggioranza e opposizione di centrodestra tutto incentrato sui rapporti da tenere con la comunità islamica.
Centrodestra compatto Dibattito chiesto dal centrodestra per contestare il «Patto di condivisione e cittadinanza attiva» che, l’8 febbraio, verrà firmato con le comunità islamiche «per promuovere - ha spiegato l’assessore Ilda Curti - l’affermazione dei valori di convivenza, rispetto reciproco e conoscenza, sancito dall’articolo 3 della Costituzione e nei principi fondamentali che regolano la nostra convivenza civile». Patto chiesto, nel novembre scorso, dagli islamici dopo i drammatici fatti di Parigi. Il documento prevede tre cose: creare un coordinamento permanente con i centri islamici cittadini; creare una bacheca di comunicazione su ciò che accade in città da appendere in tutte le moschee torinesi; prevedere una giornata di «Moschee aperte - spazio per tutti» durante il quale «i fedeli musulmani possano raccontarsi al territorio facendo entrare la città nei loro luoghi di culto». Sul tema, l’opposizione di centrodestra non è mai stata tenera e il clima preelettorale ha radicalizzato i toni. I leghisti Ricca e Carbonero, quelli che hanno preteso e ottenuto che il sindaco venisse in aula a spiegare senso e modalità del Patto, hanno criticato il «privilegio concesso alla comunità islamica: non siamo contrari al patto, ma perché non farlo con tutte le fedi? Insomma vorremmo iniziative pro religione e non pro Islam». Enzo Liardo (Ncd) ha scomodato l’imbarazzante vicenda delle statue coperte: «Siamo spaventati da loro e per tenerli buoni cerchiamo il dialogo». Marrone di Fratelli d’Italia ha criticato l’apertura delle moschee «perché significa dare importanza a luoghi che propagandano il Califfato». Tronzano di Fi ha chiesto che simili decisioni vengano discusse prima in Consiglio comunale. Insomma, un dialogo fra sordi. «Nessun privilegio» Fassino ha replicato a tutti loro: «Abbiamo 150 mila cittadini di origine straniera: compito delle istituzioni è di farli sentire cittadini, con eguali diritti e eguali doveri. Una politica di integrazione intelligente e responsabile – e non di assimilazione – deve consentire a ogni cittadino di conservare la propria identità. L’atto che proponiamo non rappresenta un privilegio o una “concessione”, ma ha l’obiettivo di liberare la vita dei cittadini dalle paure, ribadendo valori di libertà, democrazi e rispetto della vita umana».
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