Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Ungheria: una statua al ministro filo-nazista tra i responsabili dello sterminio degli ebrei La scelta revisionista è del governo di estrema destra
Testata: Corriere della Sera Data: 15 dicembre 2015 Pagina: 11 Autore: la redazione Titolo: «Il governo dedica un monumento a un filo-nazista, parte la protesta»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 15/12/2015, a pag. 11, la breve "Il governo dedica un monumento a un filo-nazista, parte la protesta".
Bálint Hóman, padre di norme antisemite negli anni Trenta e responsabile della deportazione degli ebrei ungheresi nel 1944
In strada con le fiaccole accese, ebrei e non, in centinaia contro la decisione del governo Orbán di finanziare una statua di bronzo dedicata a un filo-nazista «illustre»: Bálint Hóman, ministro ungherese dell’Istruzione dal 1932 al 1942, padre di norme antisemite negli anni Trenta e responsabile della deportazione degli ebrei ungheresi nel 1944. Circa 600 mila morirono nei campi nazisti. L’opera dovrebbe essere inaugurata il prossimo 29 dicembre a Székesfehérvár, la città che Hóman rappresentava in Parlamento. Mobilitazione anche fuori dall’Ungheria: oltre alle condanne di gruppi ebraici internazionali, otto membri del Congresso Usa hanno scritto al premier Viktor Orbán in segno di protesta. Le autorità municipali spiegano che il monumento intende celebrare il contributo di Hóman alla città. Il sindaco ha comunque promesso che chiederà alla Hóman Foundation, promotrice dell’iniziativa, di riconsiderare il progetto.
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