Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Iraq: 4 monaci che resistono al jihad, perchè il Vaticano non ama gli eroi Se ne fa portavoce Bernard-Henry Lévy con il Papa
Testata: Corriere della Sera Data: 12 dicembre 2015 Pagina: 15 Autore: La redazione del Corriere Titolo: «Iraq, i quattro monaci che resistono ai jihadisti»
Riprendiamo un breve redazionale dal CORRIERE della SERA di oggi, 12/12/2015, a pag.15, con il titolo " Iraq, i quattro monaci che resistono ai jihadisti ". Poche righe sul Corriere, ma neanche una riga su tutti gli altri giornali, nemmeno quelli cattolici. Si vede che gli eroi non piacciono, viene in mente il povero Quattrocchi, rapito dei terroristi, si rifiutò di collaborare con loro, disse quelle parole indimenticabili "via faccio vedere come muore un italiano" e infatti venne ammazzato. In Italia la reazione fu addirittura negativa, venne aspramente criticato, gli venne dato anche del fascista. Oggi è totalmente dimenticato. Sarà questa la sorte dei 4 monaci ? intanto fa specie che a raccogliere il loro appello sia un ebreo francese, famoso, d'accordo, ma coraggioso, che rientra e va dal Papa a portaglielo di persona. E il Papa ? che fa ? Continuerà a dirci che l'islam è una religione di pace ?
Bernard-Henry Lévy Monastero Mar Matta prima della distruzione
Ecco il pezzo:
Nel Kurdistan iracheno, a una trentina di chilometri da Mosul dominata dallo Stato Islamico, il monastero di Mar Matta resiste.La zona è ormai disabitata, tutti sono scappati per salvarsi dall’arrivo degli uomini dell’Isis, ma quattro monaci restano e si rivolgono al Papa. Lo fanno tramite il filosofo francese, e collaboratore di questo giornale, Bernard-Henri Lévy, che poche settimane fa ha viaggiato nel Kurdistan e ha fatto visita al monastero. Mercoledì 9 dicembre Lévy era in Vaticano. «Ho trasmesso a Sua Santità l’appello di soccorso che mi hanno affidato i monaci — dice —. Ho consegnato al Papa le foto di Mar Matta, immagini che documentano una situazione di sgomento assoluto. Gli ho spiegato che “queste persone possono essere i prossimi monaci di Tibhirine”», i sacerdoti uccisi dal Gia algerino nel 1996. «Ho riferito al Pontefice che i quattro monaci di Mar Matta resteranno finché ci sarà anche un solo cristiano d’Oriente nella pianura di Ninive — continua Lévy —. “Sono gli ultimi christianorum e lei è la loro ultima speranza”, ho detto al Papa. Per loro è importante che il Pontefice conosca questo atto di resistenza spirituale contro i barbari».
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