Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il business della droga di Hezbollah Commento di Davide Frattini
Testata: Corriere della Sera Sette Data: 30 ottobre 2015 Pagina: 57 Autore: Davide Frattini Titolo: «Hezbollah nel business della droga»
Riprendiamo da SETTE di oggi, 30/10/2015, a pag. 57, con il titolo "Hezbollah nel business della droga", il commento di Davide Frattini.
Davide Frattini
Terroristi di Hezbollah. Ricordano qualcuno?
La vecchia macchina artigianale ricorda un grammofono. Serviva a produrre caramelle, adesso nel cono di alluminio vengono versati gli ingredienti per realizzare le pasticche che dal laboratorio tra le montagne della Bekaa viaggiano sui camion fino al porto di Beirut e dal Libano verso i Paesi del Golfo. Dove il consumo di questa droga chiamata Captagon è in crescita, come le violenze in Siria. E il nome commerciale di un farmaco proibito dagli anni Ottanta, prima veniva prescritto ai ragazzini affetti dal disturbo da deficit d'attenzione e iperattività. Le tavolette da spaccio, tipo ecstasy, hanno mantenuto lo stesso marchio e lo stesso componente (la fenetillina), sono popolari in Kuwait, a Dubai, in Arabia Saudita e tra i ribelli o i soldati del regime di Bashar Assad: promettono di ridurre il dolore e di esaltare l'energia nei combattimenti.
Adesso Hezbollah, l'organizzazione libanese filo-iraniana, starebbe dominando il mercato illegale e due ricercatori israeliani stanno tracciando le mappe del traffico. Si chiedono perché l'Arabia Saudita resti lo snodo principale per la distribuzione e ci vedono un complotto iraniano: inondare le monarchie del Golfo con la droga servirebbe anche a destabilizzare gli avversari degli ayatollah nella corsa alla supremazia nella regione.
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