Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Critichi l'islam ? Nelle università inglesi ti tolgono la parola Commento di Paolo Lepri
Testata: Corriere della Sera Data: 27 settembre 2015 Pagina: 34 Autore: Paolo Lepri Titolo: «La pericolosa censura delle critiche all'islam»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 27/09/2015, a pag.34, il commento di Paolo Lepri su quando avviene nelle università di Londonistan.
Maryam Namizie non è una «incendiaria», come qualcuno l'ha voluta dipingere. E un'iraniana fuggita dal suo Paese dopo la rivoluzione khomeinista, una combattente per la difesa dei diritti umani. Certo, il suo impegno contro le leggi religiose e nelle organizzazioni degli ex musulmani è sempre stato netto, lontano dagli eccessi del «buonismo». Ma non per questo la sua testimonianza non può essere significativa e importante, in un mondo costretto a convivere con l'attacco del radicalismo islamico alle libertà fondamentali. Per chi ha la memoria corta dovrebbero bastare due parole, Charlie Hebdo. Non tutti però la pensano così. A Namizie è stato impedito nei giorni scorsi di prendere la parola all'università di Warwick, una delle più prestigiose della Gran Bretagna. L'associazione degli studenti ha sostenuto che il suo intervento avrebbe potuto costituire una «incitazione all'odio». La prevista conferenza è stata così annullata. Si è voluto difendere, è stato detto, «il diritto degli studenti musulmani di non essere discriminati ». Queste parole suonano come un paradosso. Ritenere il diritto di critica una mossa tendenzialmente discriminatoria è il sintomo di un ingiustificato complesso di colpa. La militante anti-sharia ha già risposto, sottolineando che «è assurdo definire razzista chiunque critichi l'Islam». E necessario riconoscere che nei confronti dell'Islam si verifica spesso un atteggiamento che si potrebbe chiamare di «eccesso di rispetto». Lo storico Nial Ferguson sostiene che i «demoni» del ventunesimo secolo sono i fanatici religiosi (che in misura minore, aggiungiamo, esistono anche fuori dell'Islam). Se questo fosse vero, come purtroppo sembra, andrebbe abolito il termine «demonizzazione». Si tratta di una parola troppo usata.
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