Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
L'Arabia Saudita non accoglie i profughi siriani ma costruisce per loro moschee in Europa Comemnto di Stefano M. Torelli
Testata: Corriere della Sera Sette Data: 25 settembre 2015 Pagina: 55 Autore: Stefano M. Torelli Titolo: «Rifugiati in casa, moschee in Germania»
Riprendiamo da SETTE di oggi, 25/09/2015, a pag. 55, con il titolo "Rifugiati in casa, moschee in Germania", il commento di Stefano M. Torelli. Per una volta non critica Israele, alleluja !
Stefano M. Torelli
Angela Merkel: "Re Salman, cosa ne dici di accogliere un po' di rifugiati siriani?" Re Salman: "Non posso farlo, signora Merkel, ma costruirò 200 moschee per loro in Germania!"
Mentre impazzava la polemica circa la questione dei rifugiati siriani in Europa, molte voci si sono levate contro i Paesi arabi del Golfo. Se Turchia, Libano e Giordania stanno ospitando milioni di profughi siriani, tra Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Qatar e Kuwait, la cifra risulta essere... zero. II quotidiano saudita al-Hayat riporta che non è esattamente cosi, dichiarando che vi sono circa mezzo milione di siriani che si sono stabiliti in Arabia Saudita, e non come rifugiati ma come lavoratori.
E Riyad avrebbe fatto anche un'altra mossa: per ogni 100 rifugiati siriani che entrano in Germania, i sauditi sarebbero disposti a finanziare una moschea, fino ad arrivare a 200 nuove moschee sul suolo tedesco. La proposta fa discutere e fa riflettere su quanto i siriani che fuggono dalla guerra necessitano di spazi per la preghiera, piuttosto che di altri aiuti materiali e abitazioni. Ma perché non accoglierli sul proprio territorio? Secondo alcune interpretazioni, la paura di Riyad sarebbe quella di far entrare anche cittadini filo-Assad, vale a dire indirettamente filo-iraniani. Ma può ridursi tutto a speculazioni politiche di questo tipo?
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