Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Un titolo che rivela la linea anti-Israele del quotidiano vaticano Arriverà anche una protesta ufficiale ? Nell'attesa, lo chiediamo ai lettori di IC
Testata: L'Osservatore Romano Data: 14 agosto 2015 Pagina: 3 Autore: La redazione dell' Osservatore Romano Titolo: «Ancora violenze in Cisgiordania»
Chiediamo ai nostri lettori di esaminare con attenzione i componenti di questa insalata mista di notizie, che coinvolgono Israele, Cisgiordania, Hamas, Gaza, Erdogan, Russia, Usa e Arabia Saudita. Sull' OSSERVATORE ROMANO di oggi, 14/08/2015, a pag.3. Non ci sarebbe nulla di male, un breve riassunto, potrebbe anche andare bene, ma perchè titolarlo "Ancora violenze in Cisgiordania" ? Lo sanno tutti che i titoli vengono sempre letti, diversamente dagli articoli. Perchè allora puntare sulla Cisgiordania ? Ieri abbiamo dedicato la prima pagina al MANIFESTO, oggi tocca all' OSSERVATORE ROMANO, due pulpiti apparentemente lontani, anche se straordinariamente vicini quando si tratta di puntare il dito accusatore su Israele.
Ecco il pezzo:
Non accenna a diminuire la tensione in Cisgiordania. Stando a fonti della stampa locale, questa mattina un accampamento palestinese è stato dato alle fiamme nei pressi del villaggio di Ein Sa-mia, vicino a Ramallah, e la parola «vendetta» in ebraico è stata trovata scritta su una pietra. La polizia ha riferito che non ci sono state vittime a seguito di quello che è definito «un sospetto atto di estremisti ebrei» vicini al movimento dei coloni. Il Governo del premier Benjamin Netanyahu ha deciso due settimane fa di lanciare una vasta operazione antiterrorismo per cercare di fermare l'ondata di violenza da parte dei coloni in Cisgiordania e a Gerusalemme est. Due settimane fa in un attacco incendiario a una casa palestinese a Douma, vicino Nablus, sono morti un bambino e suo padre. Alcuni bombe motolov erano state lanciate nell'edificio da parte di un gruppo di coloni estremisti. E ieri, intanto, la polizia israeliana e lo Shin Bet (intelligence interna) hanno reso noto l'arresto di Ibrahim Adel Shehadeh Shaer (21 anni) residente a Rafah, nella parte sud della striscia di Gaza, considerato un «militante di Hamas con significativa conoscenza delle azioni della fazione sul posto e della costruzione dei tunnel». Secondo quanto riportano i media israeliani, dall'interrogatorio dell'uomo si è appreso che «la recente costruzione da parte di Hamas di una strada lungo la barriera protettiva con Israele aveva lo scopo di un attacco a sorpresa con auto che avrebbero superato il confine». Questo dimostra — dicono gli analisti — che anche al confine con la striscia di Gaza la tensione si sta facendo sempre più alta, con possibili nuovi attacchi nelle prossime ore. Le recenti violenze in Cisgiordania e a Gerusalemme saranno sicuramente al centro dell'incontro, oggi, tra Khaled Meshaal, capo dell'ufficio politico di Hamas (il movimento islamico che controlla la striscia di Gaza dal giugno 2006), e il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. La visita — dice la stampa turca — rientra nel quadro di una strategia di Hamas che punta al rafforzamento delle relazioni con diversi attori della comunità internazionale. Il mese scorso, Meshaal ha effettuato una visita in Arabia Saudita, dove ha incontrato le principali cariche della monarchia, fra cui il sovrano saudita Salman. Lo scorso 3 agosto inoltre, il leader di Hamas ha incontrato il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, a margine del vertice trilaterale tra i responsabili della politica estera di Stati Uniti e Arabia Saudita.
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