Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Dante Lattes e l'etica ebraica Commento di Daria Gorodisky
Testata: Corriere della Sera Data: 28 giugno 2015 Pagina: 17 Autore: Daria Gorodisky Titolo: «Dante Lattes e la formula dell'etica»
Riprendiamo da LETTURA/CORRIERE della SERA di oggi, 28/06/2015, a pag.17, il commento di Daria Gorodisky al libro "Cultura ed etica ebraica" di Dante Lattes
Dante Lattes
C G I EE. Volendo un po' giocare, ecco la formula matematica dell'Etica Ebraica che potrebbe scaturire dalla celebre frase di Einstein: «La ricerca della Conoscenza di per sé, un amore della Giustizia quasi fanatico e il desiderio di Indipendenza personale sono aspetti della tradizione ebraica che mi fanno ringraziare la mia stella per il fatto di appartenerle». Sintesi davvero geniale (e come potrebbe non esserlo?) di una materia complessa. L'etica ebraica nasce dai testi biblici e si sviluppa in secoli di pensiero dei più importanti intellettuali giudaici del mondo, che hanno messo a confronto e amalgamato fede e ragione, religione e filosofia, rapporto con Dio e libero arbitrio, responsabilità individuale e responsabilità collettiva. Anche Dante Lattes ha affrontato il tema. Nato a Pitigliano nel 1876, giornalista, traduttore, docente, rabbino di ampie vedute, ha applicato verve e passione tanto nel collezionare saperi che nel divulgarli. Ha aperto le finestre delle comunità italiane a brezze di yiddishkeit e di dibattito, fondando nel 1925 con Alfonso Pacifici la più autorevole rivista italiana di cultura ebraica tuttora pubblicata: «Rassegna di Israel». Lattes è stato ed è una figura fondamentale dell'ebraismo italiano, «eppure il suo ruolo — ha scritto Federica Francesconi della University of Oregon — è stato riconosciuto a fatica dall'establishment». Quindi come è bello che adesso, in occasione dei 50 anni dalla morte, sia uscita un'importante raccolta di suoi scritti: Cultura ed etica ebraica (Bonanno editore, in collaborazione con l'Associazione Hans Jonas, pagine 172, 15). Nella prima parte del libro, il curatore Amos Luzzatto presenta un ritratto preso da molto vicino di Lattes, suo nonno. Lo ricorda rigoroso, schivo, attento a esaminare il mondo; lo rivede preso dagli studi e dallo slancio sionista, viaggiatore curioso, esule in Palestina durante il nazi-fascismo. Una personalità indipendente che si riflette nel linguaggio moderno, diretto, facile, «totalmente assente di mediazioni lessicali». Del resto, per Dante Lattes «l'assoluto ideale non ha caratteri di compromesso... L'Ebraismo ha avuto questa coscienza severa. Il suo Dio è il Dio della morale e della giustizia».
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