Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Anti-israeliani viscerali, ma in silenzio di fronte ai criminali islamici Ma Sergio Romano evita di entrare in argomento
Testata: Corriere della Sera Data: 18 aprile 2015 Pagina: 57 Autore: Sergio Romano Titolo: «Strage di Yarmouk: pacifisti in silenzio»
Sul CORRIERE della SERA di oggi, 18/04/2015, a pag.57, con il titolo " Strage di Yarmouk: pacifisti in silenzio ", Sergio Romano "non risponde" al lettore che invece poneva una precisa domanda, dopo aver analizzato l'attitudine anti-Israele a senso unico dei nostri odiatori di professione. Romano evita di rispondere e se la cava con una affermazione che nulla a a che fare con l'analisi del lettore. In poche parole, tutto l'imbarazzo di Sergio Romano in bella evidenza.
Sergio Romano
Caro Romano,
è ingenuo domandarsi dove siano finiti i nostri cosiddetti pacifisti sempre pronti a demonizzare gli israeliani (spesso al grido di morte agli ebrei), per le vittime palestinesi a Gaza (avvenute in risposta a lanci di migliaia di razzi lanciati su civili Israeliani)? Ma come, adesso a Yarmouk l'ennesimo scontro tra estremisti islamici vede perire numerosissimi civili palestinesi (alcuni decapitati, moltissimi bambini sequestrati), e non si assiste a nessuna manifestazione, boicottaggio quantomeno verbale ecc.? No, qui Israele non c'entra e quindi silenzio! Nessuna censura a opera di Abu Mazen (forse perché le vittime sono di Hamas!) nè da parte dei benpensanti universitari britannici e altri che boicottano gli scambi culturali con Israele. Direi proprio che l'ipocrisia degli anti-israeliani viscerali non conosce nè onestà morale, nè vergogna, nè, tantomeno, i più semplici principi dell'imparzialità.