Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Il monito all'Occidente. E se a dirlo è un sovrano medioevale... Cronaca della redazione del Corriere della Sera
Testata: Corriere della Sera Data: 31 agosto 2014 Pagina: 15 Autore: la redazione Titolo: «»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 31/08/2014, a pag. 15, l'articolo " 'Siete voi il prossimo bersaglio jihadista'. Il re saudita Abdullah avverte l'Occidente". Crediamo che molti dei nostri "esperti" dovrebbero prestare orecchio alle parole di un monarca di tipo medioevale, così non interverrebbero più da "esperti del giorno dopo".
Il re dell'Arabia Saudita Abdullah
RIAD — Europa e Stati Uniti sono i prossimi obiettivi dei terroristi dell'Isis. L'avvertimento arriva dal sovrano saudita Abdullah. «Se li ignoriamo - ha detto - sono sicuro che raggiungeranno l'Europa in un mese e l'America in un altro mese». Le parole pronunciate in un discorso davanti agli ambasciatori stranieri sono state rilanciate dal quotidiano Asharq al-Awasat e dalla rete televisiva Al-Arabiya. Il re saudita ha ricordato e condannato le decapitazioni e gli atti di crudeltà commessi dai miliziani jihadisti nel nord dell'Iraq e in Siria. Per questo, ha continuato il sovrano, sarebbe «inaccettabile» non reagire. Abdullah ha invitato a mettere in campo un'azione «rapida» per contrastare la minaccia che arriva dai miliziani sunniti. «Il terrorismo — ha ricordato — non ha confini ed è un pericolo che può colpire diversi Paesi anche al di fuori del Medio Oriente». Un intervento importante quello del re dell'Arabia Saudita. Una presa di distanza dai miliziani dell'lsis che viene proprio dal cuore del mondo islamico e che non si limita a sottolineare il pericolo di possibili attentati ma anche a stigmatizzare le azioni violente compiute dai terroristi contro le minoranze etniche e religiose che vivono in Iraq e Siria. Sottolineando i crimini contro l'umanità che vengono commesse in quelle regioni e che vedono vittime anche i bambini. Di più, Abdullah ha decisamente respinto le accuse rivolte ai sauditi di fornire un supporto economico e militare ai jihadisti dell'lsis.
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