Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Un titolo fuorviante, che cancella l'uccisione di un ragazzo israeliano sul Golan sull'edizione on-line del Messaggero
Testata: Il Messaggero Data: 25 giugno 2014 Pagina: 1 Autore: la redazione Titolo: «, offensiva contro la Siria per i ragazzi rapiti: 10 morti. Stasera manifestazione a Roma per chiedere la liberazione»
Tra i molti titoli fuorvianti dei quotidiani italiani sulla vicenda dei ragazzi rapiti da Hamas e su quella del quattordicenne ucciso da un razzo siriano sul Golan, spicca quello del MESSAGGERO online del 23/06/2014: "Israele, offensiva contro la Siria per i ragazzi rapiti: 10 morti. Stasera manifestazione a Roma per chiedere la liberazione". Alla mancata specificazione del fatto che Israele ha colpito, in Siria, obiettivi militari, si aggiunge la confusione tra due vicende distinte: non è per i ragazzi rapiti che Israele ha condotto un'azione contro le truppe siriane, ma per il lancio di un missile anticarro che ha ucciso il giovane Muhammed Fahmi Krakara. Vi è poi la scelta di dare la notizia della manifestazione per la liberazione dei tre israeliani sequestrati insieme a quella dei dieci morti in Siria. Quest'ultima è per altro una notizia non verificata, fornita da un centro per la tutela dei diritti umani che opera a Londra, lontano da un paese dilaniato da una terribile guerra civile. E' però l'accostamento in sé ad essere fuorviante, soprattutto se unito alla confusione e all'incompletezza della prima frase. Ciò che rimarrà al lettore sarà la memoria di due reazioni al sequestro: una manifestazione a Roma e un bombardamento israeliano che, a chi non ne conosca la vera motivazione, apparirà facilmente come una vendetta.
Striscione per la liberazione di Gilad, Eyal e Naftali