Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Svizzera: una notizia inquietante da un futuro che avanza non sempre è vietato il saluto nazista
Testata: Corriere della Sera Data: 22 maggio 2014 Pagina: 16 Autore: la redazione Titolo: «'Il saluto nazista? Non sempre è un reato'»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 22/05/2014, a pag. 16, una breve dal titolo "Il saluto nazista? Non sempre è un reato"
Manifestazione neonazista Il Tribunale Federale di Losanna
LOSANNA — Punire il saluto nazista? Dipende. Per i giudici svizzeri non è un atto illegale di discriminazione razziale se viene inteso come dichiarazione di un’idea personale. La differenza è sottile, quasi impalpabile. Lo ha stabilito il Tribunale federale svizzero di Losanna in un documento intitolato «Il saluto di Hitler in pubblico non è sempre punibile», affermando che il gesto è un crimine solo se, oltre che per dichiarare le proprie convinzioni, viene usato per diffondere ad altri l’ideologia razzista. La decisione dei giudici elvetici capovolge una sentenza dell’anno scorso riguardante un uomo accusato di discriminazione razziale.
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