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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Famiglia Cristiana Rassegna Stampa
08.05.2014 Dal Neghev a Gerusalemme
un intinerario turistico lungo l'antica 'via dell'incenso'

Testata: Famiglia Cristiana
Data: 08 maggio 2014
Pagina: 130
Autore: Rosanna Precchia
Titolo: «Tour nel deserto del Neghev»
Riportiamo da FAMIGLIA CRISTIANA di oggi, 08/05/2014, a pag. 130, l'articolo di Rosana Precchia dal titolo "Tour nel deserto del Neghev"

                             
Un paesaggio del deserto del Neghev   Gerusalemme

Non solo pellegrinaggio, non soIo cultura: il viaggio nel deserto del Negev, nell'estremo Sud di Israele, è un emozionante itinerario spirituale e storico. Qui i patriarchi incontravano Dio e parlavano con lui faccia a faccia. La magia che si respira sull'altopiano dell'Har Karkom, arso dal sole e pieno di tracce di attività umane, ha fatto immaginare a qualcuno che Mosè sia salito quassù a  prendere le tavole della Legge. In passato il deserto brulicava di vita. Era la casa dei popoli nomadi, luogo sicuro, familiare, al riparo dal passaggio degli eserciti. Tra l'VIII e il VII secolo a.C. una grande innovazione intervenne a scuotere la vita immutata da secoli, l'addomesticamento del cammello. La "nave del deserto", che resisteva al caldo, alla scarsità di cibo e di acqua, permise di percorrere lunghe distanze, trasportando le merci più rare e preziose. Una di queste era l'incenso, la profumata resina che veniva utilizzata in tutti i templi dell'antichità, greci, romani, cristiani. Dall'Oman e lo Yemen fino a Gerusalemme, Damasco e Gaza sul Mediterraneo, lungo la "Via dell'incenso" transitavano essenze per usi cosmetici e spezie usate per l'alimentazione e la farmacopea. E poi saperi e conoscenze. I popoli nomadi si arricchirono, arrotolarono le loro tende e costruirono luoghi di sosta per le carovane, centri urbani. Tra il III secolo a.C. e il II d.C. i Nabatei, che occupavano la zona desertica tra Israele e la Giordania, costruirono un potente regno sfruttando le risorse provenienti dai commerci di incenso e spezie. Percorrendo gli ultimi 150 chilometri di questa pista carovaniera si incontrano tre antiche città di origini na-batee: Mamshit, Shivta e Avdat, le cui rovine testimoniano l'importanza della "Via dell'incenso nel deserto di Negev", oggi Patrimonio dell'umanità dell'Unesco. Si percorrono, in un itinerario affascinante tra rocce cotte dal sole, con il tour organizzato da Brevivet. Dura 8 giorni e 7 notti. Porta anche a Eilat, sul Mar Morto, a Masada e a Gerusalemme, dove si visita il Muro della preghiera, il Museo d'Israele, il Santo Sepolcro e il suq.

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