Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Pakistan: condannato a morte per aver 'insultato' Maometto scontro di civiltà ? Noooooo
Testata: Corriere della Sera Data: 28 marzo 2014 Pagina: 21 Autore: Redazione del Corriere della Sera Titolo: «Condannato a morte per blasfemia il cristiano che ha 'insultato il Profeta'»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 28/03/20104, a pag. 21, l'articolo dal titolo "Condannato a morte per blasfemia il cristiano che ha «insultato il Profeta»".
Sawan Masih, cristiano condannato a morte per blasfemia
ISLAMABAD — Un tribunale di Lahore, la seconda città del Pakistan, ieri ha condannato a morte un cristiano per «blasfemia». Nel marzo 2013 Sawan Masih, abitante del quartiere cristiano Joseph Colony, era stato accusato da un amico musulmano di aver insultato Maometto durante una discussione. Qualche ora dopo il quartiere era stato preso d’assalto da 3 mila musulmani che avevano incendiato un centinaio di case e negozi. L’attacco, le cui immagini avevano fatto il giro del mondo, aveva creato ulteriore tensione nelle relazioni tra la maggioranza musulmana (97% dei 180 milioni di abitanti) e la minoranza cristiana (2%). Gli avvocati di Masih hanno dichiarato che andranno in appello e in Pakistan è dal 2008 che vige una moratoria de facto per la pena capitale. In autunno il governo dovrebbe ufficializzarla, anche perché questa è una delle condizioni poste dalla Ue per ridurre i dazi sulle merci pachistane. Ma gli estremisti islamici si oppongono a questo passo, come difendono invece la legge sulla «blasfemia» in base alla quale vengono arrestate e condannate decine di persone con accuse spesso inventate per interessi personali di chi le denuncia.
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