Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Shoah: la denuncia dei silenzi di Chiesa e Croce Rossa in uno spettacolo teatrale su Terezin
Testata: Corriere della Sera Data: 22 marzo 2014 Pagina: 53 Autore: la redazione (L. Za.) Titolo: «Il nazismo e la manipolazione della realtà nel lager descritto come 'luogo normale'»
Riportiamo da pagina 53 del CORRIERE della SERA di oggi, 22/03/2014, l'articolo dal titolo "Il nazismo e la manipolazione della realtà nel lager descritto come 'luogo normale' ".
L'arrivo degli ebrei deportati a Terezin
Nel giugno del 1944, un delegato della Croce Rossa decide di ispezionare il ghetto di Theresienstadt. Scriverà nel rapporto sulla visita di aver visto una anormale città di provincia»: bambini che giocano, una band che prova in piazza, due fidanzati che litigano su una panchina. L'uomo non immagina che è tutta una messinscena.. Ispirato a una storia vera, Himmelweg - La via del cielo, nuova regia che Gigi Dall'Aglio (autore dello spettacolo di culto L'Istruttoria di Peter Weiss) ha tratto dall'opera del madrileno Juan Mayorga (1965), autore tra i più interessanti del teatro contemporaneo, debutta oggi in prima nazionale al Teatro Due di Parma (repliche fino al 6 aprile). Protagonisti Roberto Abbati, Alessandro Averone e Massimiliano Sbarsi La manipolazione della realtà, il potere delle immagini suggerisce Mayorga (protagonista, giovedì 3 aprile alle 18, di un incontro aperto al pubblico), dimostrano quanto potente può essere l'artificio teatrale, anche se utilizzato a fin di male. E aggiunge: «E facile oggi dire che la Shoah fu opera di gerarchi impazziti Non è così: molti sapevano, anche nella Croce Rossa e nella Chiesa, eppure non intervennero. Nel viaggio attraverso l'inferno del mio commissario, ho incontrato altri uomini non molto diversi da lui, non meno attuali, non meno vicini al nostro presente storico».
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