Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Arabia Saudita: la Fratellanza musulmana dichiarata movimento terrorista Vediamo ora se Usa e UE lo riterranno ancora un interlocutore
Testata: Corriere della Sera Data: 09 marzo 2014 Pagina: 11 Autore: La redazione Titolo: «La Fratellanza musulmana 'terrorista' per i sauditi»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 09/03/2014, a pag.11, con il titolo "La Fratellanza musulmana 'terrorista' per i sauditi", un breve redazionale, che ha però il merito di segnalare la fine della condiscendenza araba nei confronti della Fratellanza, un movimento che soltanto la cecità di Obama e la irrilevante capacità poltica dell'Europa, avevano potuto scambiare per interlocutore.
Il decennale dissidio politico e dottrinale tra la casa regnante saudita e la Fratellanza musulmana, potente in Qatar, è esploso in tutta la sua evidenza con la decisione di Riad di bandire come «terrorista» il movimento islamico che aveva cercato di cavalcare l'onda di proteste in tutto il mondo arabo dalla primavera del 2011 e che minacciava la tenuta del regno saudita La decisione arriva all'indomani della rottura formalizzata in seno al Consiglio di cooperazione del Golfo tra l'Arabia Saudita e i suoi due satelliti (Bahrein ed Emirati Arabi Uniti) da un lato e il Qatardall'altro, da anni emergente politica diplomatica e politica della Penisola araba e di tutto il Medio Oriente ma dall'anno scorso indebolito da una delicata transizione interna di potere. Con un decreto ministeriale, Riad ha inserito nei gruppi «terroristi» anche le due formazioni qaediste operative in Siria, la Jabhat an-Nusra e lo Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isis), intimando a tutti i mujaheddin sauditi (circa 1.200, secondo stime di Riad) impegnati all'estero, in particolare nel teatro siriano, di tornare in patria.
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