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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere.it Rassegna Stampa
27.01.2014 Scarlett Johansson attaccata da attivisti filo palestinesi perché pubblicizza Soda Stream
ma l'attrice non rinuncia a fare da testimonial all'azienda israeliana

Testata: Corriere.it
Data: 27 gennaio 2014
Pagina: 1
Autore: Redazione del Corriere della Sera
Titolo: «Johansson testimonial di una società israeliana finisce nel mirino degli attivisti per i diritti umani»

Riportiamo dal sito internet del CORRIERE della SERA l'articolo dal titolo "Johansson testimonial di una società israeliana finisce nel mirino degli attivisti per i diritti umani".
Oltre agli attacchi da parte dei palestinesi, si è mossa anche l'Agenzia  OXFAM, che dovrebbe occuparsi della fame nel mondo, invece giunge notizia che intende eliminare Scarlett Johansson, ebrea, da testimonial delle sue campagne. Antisemitismo ? Odio anti-Israele ? domanda retorica.


Scarlett Johansson per Soda Stream

I meme su Twitter e Facebook sono già partiti. E mostrano Scarlett Johansson ritratta davanti al muro che circonda la Cisgordiania odavanti ai check point o, ancora, davanti alle macerie e alla disperazione dei campi profughi palestinesi. L'attrice è stata attaccata per aver accettato di diventare testimonial de lla Sodastream, società israeliana che opera appunto nei Territori palestinesi, dove la questione degli insediamenti e degli espropri è molto sentita. E se il produttore di bevande israeliano l'ha messa sotto contratto, per la star di Her l'accordo rischia di trasformarsi in un boomerang.

LA REPLICA - Scarlett ha risposto alle critiche affermando di «non aver mai avuto l'intenzione di essere il volto di un movimento sociale o politico». E poi ha aggiunto «Resto una sostenitrice della cooperazione economica e dell'integrazione sociale tra un Israele democratico e la Palestina - ha aggiunto l'attrice - SodaStream è una società che si impegna non solo per l'ambiente ma anche per la costruzione di un ponte di pace tra Israele e Palestina, sostenendo i vicini che lavorano fianco a fianco e che ottengono la stessa retribuzione, uguali benefit e pari diritti. Questo è ciò che accade nella loro fabbrica di birra Ma'ale Adumim ogni giorno lavorativo». Parole che non hanno fermato le polemiche ma, anzi, le hanno fomentate.

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