Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Siria: i ribelli filo occidentali non parteciperanno alla conferenza di pace a Ginevra Hanno capito prima degli allocchi occidentali che non ha alcuna utilità
Testata: Corriere della Sera Data: 27 novembre 2013 Pagina: 19 Autore: Redazione del Corriere della Sera Titolo: «I ribelli siriani filo-Occidente: 'Non saremo a Ginevra'»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 27/11/2013, a pag. 19, l'articolo dal titolo " I ribelli siriani filo-Occidente: «Non saremo a Ginevra» ".
Bashar al Assad in viaggio per Ginevra a destra, gli allocchi occidentali aspettano il dittatore siriano
DAMASCO — Si fa già difficile il percorso verso la conferenza di pace per la Siria, prevista dalle diplomazie per il prossimo 22 gennaio a Ginevra. «Le condizioni non sono adatte per tenere Ginevra 2 nella data prestabilita», ha dichiarato il comandante dell’Esercito siriano libero Salim Idris, che ha aggiunto come i ribelli «non smetteranno di combattere, sia prima della conferenza che mentre si svolge». Il comandante della principale coalizione non fondamentalista lo ha dichiarato alla televisione Al Jazeera . La conferenza di pace Ginevra 2, che avrebbe lo scopo di porre fine al conflitto in Siria, si dovrebbe tenere a partire dal 22 gennaio, secondo quanto reso noto dalle Nazioni Unite. La posizione del comandante Idris mette in luce la difficoltà per i mediatori internazionali di portare al tavolo negoziale i vari contendenti della crisi siriana. Il governo di Assad ha dichiarato che parteciperà alla Conferenza ma che non accetterà precondizioni e che sottoporrà comunque eventuali accordi a referendum, posizione che per l’opposizione è un evidente tentativo di evitare l’intesa. Il conflitto, iniziato due anni e mezzo fa, ha provocato finora secondo l’Onu la morte di oltre 100.000 persone, tra cui 11.000 bambini.
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