Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Egitto: ancora scontri tra sostenitori dei Fratelli Musulmani ed esercito almeno sei i morti
Testata: Corriere della Sera Data: 31 agosto 2013 Pagina: 18 Autore: Redazione del Corriere della Sera Titolo: «Egitto, la Fratellanza torna in piazza. Almeno sei i morti»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 31/08/2013, a pag. 18, la breve dal titolo "Egitto, la Fratellanza torna in piazza. Almeno sei i morti".
Sostenitori di Morsi
IL CAIRO — Ancora morti in Egitto, almeno sei secondo le fonti ufficiali, nelle prime proteste di massa della Fratellanza musulmana dalla strage di due settimane fa con centinaia di manifestanti uccisi dalle forze dell’ordine. Nonostante l’arresto di quasi tutti i leader del movimento, la base non demorde e continua a chiedere il rilascio dell’ex raìs Mohammad Morsi e il ritorno alla «legalità». Il «venerdì decisivo», come è stata chiamata la nuova protesta, è avvenuto in un Paese presidiato massicciamente dai militari e dalla sicurezza, appoggiati dai «comitati popolari» anti Morsi ormai diffusi ovunque. I primi scontri si sono avuti in mattinata, con un attacco armato contro un checkpoint a Heliopolis, dove sorge il palazzo presidenziale, e un poliziotto ucciso. Dopo la preghiera, marce dei Fratelli sono avvenute al Cairo, Alessandria, Mansoura, Tanta, Port Said, mentre i carri armati presidiavano i centri nevralgici e le piazza simbolo della capitale, da Tahrir a Rabaa, venivano chiuse. Ovunque si sono registrati scontri, soprattutto tra manifestanti e «residenti». A Bahna, nel Delta, sono stati questi ultimi ad assediare un gruppo di Fratelli in una moschea, liberati poi dalle forze dell’ordine. Alla fine di un’ennesima giornata di paura e confusione, mentre alle 19 entrava in vigore il coprifuoco, il bilancio contava tre morti al Cairo e tre in altri luoghi, decine di feriti e di arresti.
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