Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Egitto: il governo pensa di chiudere al Jazeera visto il suo appoggio ai Fratelli Musulmani rappresenta un pericolo per la sicurezza interna
Testata: Corriere della Sera Data: 25 agosto 2013 Pagina: 13 Autore: Redazione del Corriere della Sera Titolo: «Il governo del Cairo: 'Al Jazeera un pericolo. Bisogna chiuderla'»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 25/08/2013, a pag. 13, l'articolo dal titolo "Il governo del Cairo: «Al Jazeera un pericolo. Bisogna chiuderla»".
al Jazeera Mohamed Morsi
IL CAIRO — Il governo dei militari chiede di silenziare Al Jazeera : il network di Al Jazeera Misr , il canale egiziano della più famosa emittente araba di notizie, «opera senza alcun permesso, la sua presenza è illegale ed è una minaccia diretta alla sicurezza del Paese». L’ha detto ieri la ministra dell’Informazione Doreya Sharaf a el Masri el Yom. «La chiusura è una richiesta popolare, e comunque gli egiziani non la guardano», ha detto la signora Sharaf, lanciando un monito agli emiri del Qatar: «Speriamo che il loro governo intervenga per calmare i giornalisti». Al Jazeera Misr garantisce da inizio luglio una copertura costante delle manifestazioni dei sostenitori pro Morsi, culminata nelle dirette notturne dalle piazze Rabaa e Nahda, poi sgomberate con la forza il 14 agosto. L’emittente, già accusata dal governo di una copertura «non professionale degli eventi», «fabbrica informazioni» ha proseguito la signora Sharaf. «È un dovere degli egiziani non guardare quel canale, perché è una minaccia per il Paese». Da una tv che dà fastidio a una tv amica: l’emittente di Stato ha annunciato ieri che il coprifuoco in Egitto d’ora in avanti avrà luogo a partire dalle 21 e non più dalle 19. Rimarrà in vigore fino alle 6 del mattino. Faranno eccezione i venerdì, i giorni della preghiera nelle moschee, quando il coprifuoco rimane fissato alle 19. Intanto oggi cominciano nello stesso tribunale, in sezioni diverse, i processi a carico di Mohamed Badie, guida dei Fratelli musulmani accusato di incitamento alle violenze, e di Hosni Mubarak per l’uccisione dei dimostranti nel 2011. I procedimenti avranno luogo al tribunale di New Cairo, il mega insediamento urbano alla periferia est della capitale.
Per inviare la propria opinione al Corriere della Sera, cliccare sull'e-mail sottostante