Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Una Gaza dipinta di rosa la solita disinformazione di Stefano M.Torelli
Testata: Corriere della Sera Sette Data: 19 luglio 2013 Pagina: 56 Autore: Stefano M.Torelli Titolo: «Nuove note di protesta»
Un articolo tutto colorato di rosa, la solita disinformazione mediorientale di Stefano M.Torelli, su SETTE, il magazine del CORRIERE della SERA di oggi, 19/07/2013, a pag.56, con il titolo "Nuove note di protesta". Tutto il pezzo è una sviolinata pazzesca su Gaza, dove tutto va bene, garantisce un cantante inglese lì immigrato e convertito all'islam. E' inutile citare frasi, la musica è la stessa in tutto il pezzo. Attento, cantante rapper inglese, vatti a ripassare la misera fine del povero Arrigoni, anche lui ha fatto il tuo percorso, per finire ammazzato come un animale. Ma Torelli queste cose non le sa, gli sfuggono. a Gaza va tutto bene. Altro aspetto è l'ignoranza che Torelli rivela sull'argomento che tratta.
Continuiamo a stupirci come SETTE possa ospitare articoli che nemmeno il Manifesto pubblicherebbe. Quella Gaza semplicemente ce l'ha in mente solo lui. Invitiamo i nostri lettori a scrivere a Pier Luigi Vercesi, direttore di SETTE,direttamente alla sua mail: pvercesi@corriere.it
il sogno all'inizio il sogno eliminato
Cultura hip hop e giovani palestinesi di Gaza: è questo il connubio creato dal cantante inglese Dai Dream. Giovane rappresentante della scena hip hop britannica, Dai Dream si è talmente immedesimato nella lotta del popolo palestinese e delle giovani generazioni arabe in generale che ha voluto portare un contributo materiale ai cantanti arabi. L'idea è stata quella di finanziare un centro di registrazione nella Striscia di Gaza, per produrre canzoni e dischi. Dai Dream viene da Liverpool, ma è rimasto affascinato dalla forza del movimento della cosiddetta "Primavera araba", che nel 2011 ha scalzato dal potere i vecchi dittatori in Tunisia, Egitto e Libia e ha provocato sommovimenti in tutto il mondo arabo. Secondo il cantante britannico, infatti, i movimenti di protesta arabi rappresentano una nuova nascita per il movimento hip hop, le cui radici sono da rintracciarsi nei movimenti dei "musulmani neri" di Malcolm X e delle Pantere nere negli Stati Uniti degli Anni 70. Dalla considerazione che il meglio di questa cultura musicale 111 viene sprigionato durante momenti di battaglie per i diritti e di protesta, Dai Dream ha dunque cercato e individuato nuovi talenti di questo genere nei Paesi arabi. E ne è rimasto affascinato, anche perla profondità dei testi e delle tematiche: impegno politico e sociale e mai riferimenti a droghe o criminalità. Dopo i contatti con alcuni cantanti arabi, Dai Dream è dunque partito per Gaza, dove è divenuto presto famoso grazie alla collaborazione con MC Gaza, rapper locale molto popolare. Dopo mesi di frequentazione del luogo e di conoscenza delle battaglie dei palestinesi della Striscia, si è anche convertito all'Islam e ha realizzato il suo sogno: aprire un centro di registrazione mobile, la cui attrezzatura potrà essere usata in diversi luoghi, dalle scuole ai centri di cultura che ne facciano richiesta. Quando la musica è davvero itinerante.
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