Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Haaretz cerca di affossare la candidatura di Jacob Frenkel a governatore della Banca Centrale Israeliana cronaca di Davide Frattini
Testata: Corriere della Sera Data: 14 luglio 2013 Pagina: 15 Autore: Davide Frattini Titolo: «Israele, il banchiere e quel profumo non pagato»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 14/07/2013, a pag. 15, l'articolo di Davide Frattini dal titolo "Israele, il banchiere e quel profumo non pagato".
Davide Frattini Jacob Frenkel
Una bottiglia di profumo sta mettendo in difficoltà Jacob Frenkel, designato come prossimo governatore della Banca centrale israeliana. Sette anni fa, duty free dell’aeroporto di Hong Kong, una guardia della sicurezza lo ferma e nella sua borsa trova una confezione non pagata. Il banchiere viene trattenuto e non può imbarcarsi sul volo, contatta il console israeliano che riesce a convincere i poliziotti a interrogarlo in un hotel all’aeroporto e non in caserma. Frenkel in questi giorni è sotto osservazione, la commissione guidata da Jacob Turkel, giudice emerito della Corte Suprema, deve dare il via libera alla nomina. L’economista è stato scelto dal premier Benjamin Netanyahu e da Yair Lapid, ministro delle Finanze, che lo ha definito «un amico e un vicino di casa» (negli eleganti quartieri a nord di Tel Aviv). Ha già ricoperto l’incarico per due volte tra il 1991 e il 2000, è stato anche presidente di JPMorgan Chase International. La commissione sembra essere pronta ad accettare la difesa — l’episodio ad Hong Kong è stato rivelato dal quotidiano Haaretz — presentata da Frenkel: «È un incidente successo nel 2006 e finito in nulla. Le autorità locali hanno riconosciuto che si è trattato di uno sfortunato equivoco, si sono scusate e mi hanno ringraziato perché non ho voluto chiedere un risarcimento». Quello che i saggi potrebbero non gradire è il fatto che non abbia riportato l’«incidente» nei documenti presentati per la candidatura. Anche il suo comportamento a Hong Kong è stato criticato: la prima reazione con l’agente — ricostruisce Haaretz — sarebbe stata un «lei non sa chi sono io», avrebbe esibito un passaporto diplomatico (concessogli dal governo anche se non era più governatore) e il consolato avrebbe attivato la procedura per ministri e deputati, malgrado Frenkel avesse lasciato la carica sei anni prima e fosse un privato cittadino.
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