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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
25.06.2013 Negoziati UE sulla Turchia. Italia a favore di una linea 'morbida'
Definita la posizione di Emma Bonino: apertura incondizionata all'islam

Testata: Corriere della Sera
Data: 25 giugno 2013
Pagina: 18
Autore: Redazione del Corriere della Sera
Titolo: «Scontro tra i ministri degli Esteri Ue sui nuovi negoziati con la Turchia»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 25/06/2013, a pag. 18, la breve dal titolo " Scontro tra i ministri degli Esteri Ue sui nuovi negoziati con la Turchia".


Emma Bonino

Nella sua 'Cartolina da Eurabia' di ieri, Ugo Volli chiedeva "Mi sembra giusto chiedere al ministro degli esteri Bonino: è vero che l'Italia si oppone all'inserimento di Hezbollah nella lista dei movimenti terroristi? Perché?". Oggi apprendiamo che Emma Bonino è schierata a favore di una linea più morbida con la Turchia e a favore del suo ingresso in Europa.
L'atteggiamento di Bonino non è ambiguo, ma chiarissimo: apertura incondizionata all'islam.
Ecco la breve:

LUSSEMBURGO — È scontro tra i 27 ministri degli Esteri europei sulla Turchia. La Germania, d’accordo con l’Austria, ha proposto ieri di far slittare la ripresa dei negoziati di adesione della Turchia all’Ue di quattro mesi, per segnalare l’irritazione dei Ventisette per la dura repressione delle proteste antigovernative. Molti Stati, tra cui Italia e Belgio, vorrebbero una posizione più morbida. I negoziati su un nuovo capitolo dovrebbero ripartire domani, dopo tre anni di stallo, ma ora questa possibilità appare quanto mai remota. La decisione finale sarà presa però oggi nell’ambito del Consiglio Affari generali in cui siedono i ministri delle Politiche europee, cui compete — tra l’altro — il tema dell’allargamento. Perché si decida di far ripartire la trattativa è però necessaria l’unanimità dei 27. «È in corso una discussione», ha confermato il ministro italiano Emma Bonino, «per cercare di fermare il muro contro muro e spero di dare il mio contributo per arrivare a una soluzione di mediazione accettabile per tutte e due le parti». Per il capo della diplomazia italiana «qualcuno potrebbe fare sicuramente un esame di coscienza: se avessimo aperto i capitoli 23 e 24 sugli aspetti giudiziari e dei diritti umani avremmo un dialogo più strutturato con gli amici turchi».

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