Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Chiedere a Dio se esiste, di Franz Rosenzweig Recensione di Giulio Busi
Testata: Il Sole 24 Ore Data: 19 maggio 2013 Pagina: 37 Autore: Giulio Busi Titolo: «Chiedere a Dio se esiste»
Su DOMENICA del SOLE24ORE di oggi, 19/05/2013, a pag.37, con il titolo "Chiedere a Dio se esiste", Gliulio Busi recensisce il libro di Franz Rosenzwieg "Dio,uomo e mondo", pubblicato da Giuntina, a cura di Roberto Bertoldi.
Franz Rosenzweig
L' uomo si nutre di dubbi, li sbocconcella come pane fresco di forno. Pensa di esser libero, e subito si trova a fare i conti col destino, possente, impietoso. Crede che il mondo sia reale, poi - in un battito d'occhi - è costretto a trangugiare sogno e dolore, e non sa se l'uno sia più vero o l'altro più amaro. A Dio, poi, ciascuno rivolge una domanda sola: esisti? «Se egli esiste, noi siamo teomorfi (creati a immagine di Dio). Se non esiste, la sua immagine è antropomorfa». Per Franz Rosenzweig, che vuole rifondare una teologia ebraica, il quesito sull'esistenza di Dio è la domanda per eccellenza. E guai a ignorare la non fede. «Soltanto sull'orlo dell'abisso dell'ateismo dobbiamo imparare a spiccare il volo». In questi abbozzi di lezioni, scritti tra il 1921 e il 1922 e pubblicati ora per la prima volta in italiano, convivono incompiutezza ed energia. Finché viviamo - ammette Rosenzweig - il Dio Unico convive col molteplice, con gli dèi dei singoli eventi, con il Pantheon politeistico del nostro slancio vitale. Ogni istante ha il proprio nume tutelare. Lui, il Signore che ha rinunciato all'eternità per crearci, ci accompagna titubante, esiste solo se lo cerchiamo. E non sa - onnisciente com'è - se mai lo troveremo.
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