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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
06.02.2013 Danimarca, scrittore riesce a sfuggire a un terrorista islamico
la titolazione del Corriere è inaccettabile

Testata: Corriere della Sera
Data: 06 febbraio 2013
Pagina: 15
Autore: Maria Serena Natale
Titolo: «Scrittore islamofobo scampato a un attentato»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 06/02/2013, a pag. 15, l'articolo di Maria Serena Natale dal titolo " Scrittore islamofobo scampato a un attentato".


Lars Hedergaard (a destra) con Geert Wilders

Il titolo del pezzo è, oltre che fuorviante, inaccettabile.
Lo scrittore Lars Hedegaard fa parte di un'associazione che critica l'islamizzazione dell'Europa e i rischi che questa comporta per le democrazie occidentali e le libertà dell'individuo. Questo non fa di lui un 'islamofobo', tanto più che, nel pezzo, non c'è traccia di questa definizione. 
 Il titolo sembra quasi esprimere che, dato che è islamofobo, se l'è meritato un attentato, buon per lui che è riuscito a sfuggire al suo attentatore.
Chi l'ha fatto ? Forse la solita 'manina infarinata' ?
Ecco il pezzo:

Sono da poco passate le undici quando un giovane con la divisa delle Poste danesi suona al campanello della bassa casa di mattoni di Frederiksberg, elegante sobborgo a ovest di Copenaghen. Lars Hedegaard apre la porta per ritirare il pacco e si ritrova con una pistola puntata alla testa. Il proiettile gli sfiora l'orecchio destro, l'arma s'inceppa. Illeso, il 70enne Lars approfitta dell'attimo di esitazione del cecchino per sferrargli un pugno. «Aveva l'aspetto di un immigrato arabo» dirà del finto postino che dopo una breve colluttazione è riuscito a fuggire e a far perdere le sue tracce. L'identikit restituisce il profilo di un uomo sui 25 anni dalla vistosa barba, in giacca rossa e scarpe da ginnastica.
Con il tentato omicidio di Lars Hedegaard la Danimarca che ha ancora vivo il ricordo della crisi delle vignette sul Profeta Maometto del 2005 torna all'incubo dell'intolleranza violenta e dello scontro di civiltà. Per ora la polizia conferma solo la dinamica dell'aggressione, silenzio sul movente. Nessun dubbio per Hedegaard e i suoi collaboratori della «Società internazionale per la libertà di espressione»: «Vogliono ridurci al silenzio». La Società collega personalità e organizzazioni del «Movimento Controjihad», un controverso fronte di critica e resistenza all'«islamizzazione dell'Europa». Negli ultimi anni Hedegaard, storico e scrittore, si è schierato con figure fortemente critiche nei confronti dell'Islam come il disegnatore svedese Lars Vilks e il leader della destra populista olandese Geert Wilders, ponendo il diritto alla libertà di critica al centro della sua piattaforma ideologica. Nel 2011 è stato condannato a pagare un risarcimento di 670 euro per dichiarazioni islamofobe. «I miei pensieri vanno all'amico Lars» ha scritto Wilders ieri su Twitter. La premier socialdemocratica danese Helle Thorning-Schmidt ha definito l'attacco «spregevole».

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