Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Israele concede, il Vaticano non contraccambia niente più tasse sulle proprietà vaticane in Israele
Testata: Corriere della Sera Data: 01 febbraio 2013 Pagina: 15 Autore: Redazione del Corriere della Sera Titolo: «E il Vaticano definisce 'Stato' la Palestina»
Dopo che Israele, in nome dei buoni rapporti, ha accettato di esentare il Vaticano dal pagamento delle tasse sulle sue proprietà in Israele e ha garantito al Papa la possibilità di gestire una zona particolare del Monte Sion, dove si sarebbe svolta l'«ultima cena» (http://www.israelhayom.com/site/newsletter_article.php?id=7230), ecco come ha risposto il Vaticano.
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 01/02/2013, a pag. 15, la breve dal titolo "E il Vaticano definisce «Stato» la Palestina".
Benedetto XVI con Abu Mazen, con Netanyahu
ROMA — Il Vaticano, favorevole al riconoscimento della Palestina come Stato «osservatore» non membro all'Onu lo scorso novembre, fa oggi riferimento alle autorità di Ramallah come rappresentanti dello «Stato di Palestina» nei documenti ufficiali. In una nota, si dà notizia di un incontro avvenuto mercoledì a Ramallah presso il ministero degli Esteri dello «Stato della Palestina» tra la delegazione della Santa Sede e quella palestinese. L'Italia, invece, pur essendo tra i 138 Paesi che hanno votato a favore, non usa nei documenti ufficiali il nome di «Stato della Palestina». A gennaio, con un decreto presidenziale Abu Mazen ha cambiato il nome dell'Autorità palestinese in «Stato della Palestina», affermando che passaporti, francobolli, segnali stradali saranno modificati. Secca la replica di Netanyahu: «Uno Stato palestinese indipendente nascerà solo dopo l'accordo di pace con Israele».
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