Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Meglio tardi che mai Barack Obama chiede a Morsi di ritrattare le sue dichiarazioni antisemite
Testata: Corriere della Sera Data: 16 gennaio 2013 Pagina: 15 Autore: Cecilia Zecchinelli Titolo: «Morsi rinneghi le frasi antisemite»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 16/01/2013, a pag. 15, l'articolo di Cecilia Zecchinelli dal titolo "Morsi rinneghi le frasi antisemite". Ma per ora Morsi non risponde.
Mohamed Morsi Barack Obama
È iniziato come un piccolo regolamento di conti tutto egiziano: il comico irriverente e dissidente contro il presidente islamico. Ora è un caso internazionale: Mohammed Morsi, raìs dell'Egitto da sette mesi, è nel mirino (diplomatico) dell'Amministrazione Obama per i commenti antisemiti «profondamente offensivi» da lui pronunciati quasi tre anni fa. Un video in cui l'allora dirigente dei Fratelli musulmani arringava la folla durante un comizio è stato trasmesso pochi giorni fa in Egitto nel programma televisivo di Bassem Youssef, medico e comico laico che per i suoi recenti attacchi a Morsi è già sotto inchiesta. Non si sa dove abbia scovato quel filmato ma le parole sono chiare: «Allevate i vostri figli e nipoti nell'odio» per ebrei e sionisti, diceva il futuro raìs. Pochi mesi dopo in un'intervista (pure ritrasmessa da Youssef) lo stesso Morsi descriveva gli israeliani come «sanguisughe che attaccano i palestinesi, discendenti di scimmie e maiali». Dall'Egitto, tramite il New York Times, le parole sono rimbalzate a Washington suscitando sdegno e imbarazzo alla Casa Bianca che negli ultimi mesi ha tessuto stretti rapporti con il nuovo leader del Cairo. «Rifiutiamo in toto queste frasi, come ogni affermazione di odio religioso», ha commentato ieri il portavoce della Casa Bianca Jim Carey. Poi si è rivolto a Morsi invitandolo a «esprimere chiaramente il suo rispetto per ogni fede e la sua avversione per questo genere di retorica». Da parte di Morsi, invece, silenzio. Noto in passato per l'esplicita avversione contro Israele (sentimento condiviso da quasi tutti gli egiziani e gli arabi), da giugno il raìs si è più volte impegnato a rispettare il trattato di pace con lo Stato ebraico e i fedeli di ogni credo. E tra alti e bassi ha teso più volte la mano agli Stati Uniti, grande alleato ed erogatore di fondi. Prima o poi dovrà rispondere, ma per ora tace.
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