Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Ma come sono bravi i vescovi cattolici sempre schierati contro le ragioni di Israele
Testata: ANSA Data: 11 gennaio 2013 Pagina: 1 Autore: Redazione Ansa Titolo: «MO:VESCOVI EUROPA-AMERICA;NO A MURO,GOVERNI OPERINO PER PACE»
Apprendiamo dal lancio ANSA che segue, che i vescovi, in visita in Medio Oriente, hanno protestato contro la Barriera di Sicurezza, che impedisce ai terroristi palestinesi di fare attentati in Israele. Perchè è a questo fine che è stata costruita. I bravi vescovi protestano, mentre sono sempre stati zitti quando gli israeliani erano vittime delle stragi messe in atto dai palestinesi. Complimenti alla Santa Sede !
Invitiamo i nostri lettori a scrivere all'organo ufficiale del Vaticano, l' OSSERVATORE ROMANO, per protestare contro la posizione cinica e filo-islamica dei vescovi, che esclude a Israele il diritto alla difesa. Ecco la mail alla quale scrivere.
10-GEN-13 14:13 Data e ora: 10-01-2013 16:51 Agenzia: A ANSA A Categoria: ESTERI MO:VESCOVI EUROPA-AMERICA;NO A MURO,GOVERNI OPERINO PER PACE DELEGAZIONE PRESULI USA, CANADA E UE IN VISITA ALLA TERRA SANTA (ANSA) - CITTÀ DEL VATICANO, 10 GEN - I governi d'Europa e del Nord America impediscano l'«ingiustizia» del muro costruito da Israele nei Territori palestinesi. Lo chiedono a una voce i vescovi dei due continenti che in questi giorni, in veste di membri del Coordinamento Terra Santa, hanno visitato numerose comunità cattoliche mediorientali per portare come ogni anno sostegno e solidarietà. «Lavoreremo strenuamente per persuadere i nostri rispettivi governi a riconoscere le cause che stanno alla radice della sofferenza in questa terra e a intensificare gli sforzi per una pace giusta», dice inoltre nel suo comunicato finale la delegazione dei vescovi di Stati Uniti, Canada e Unione europea dell'Holy Land Coordination (Hlc) al termine della loro visita annuale in Terra Santa, la tredicesima in ordine di tempo, che si è chiusa oggi a Gerusalemme. Nella loro dichiarazione, riportata sia dalla Radio Vaticana che dall'Osservatore Romano, i presuli tracciano un bilancio dei lavori che, dal 5 gennaio scorso, li hanno portati a Gaza, a Zarqa e Madaba in Giordania, a Betlemme, a Beit Jala e nella valle di Cremisan e ad incontrare, oltre al nunzio apostolico, arcivescovo Giuseppe Lazzarotto, e al Patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal, anche sacerdoti, religiosi e volontari impegnati nel campo dell'accoglienza ai rifugiati siriani e iracheni, ai migranti, ai detenuti e nel campo della difesa dei diritti umani. «La nostra fede è stata arricchita dalla forza e dal coraggio delle persone che abbiamo incontrato». I presuli sottolineano pertanto di sentirsi «spinti a promuovere una pace giusta e invitiamo le comunità cristiane nei nostri Paesi di origine e le persone di buona volontà in tutto il mondo a sostenere il lavoro intrapreso in questa regione per costruire un futuro migliore». In questo senso, «un buon esempio sono due agenzie che abbiamo visitato: il Catholic Relief Services a Gaza e il programma per i rifugiati in Giordania gestito dalla Caritas». Un ruolo importante lo ricopre anche l'impegno della Chiesa nel campo educativo, scrivono i vescovi dell'Hlc, citando come esempi le università cattoliche di Betlemme e di Madaba, quest'ultima visitata da Benedetto XVI nel suo viaggio in Terra Santa nel 2009. «Come vescovi chiediamo un aiuto concreto verso le persone più vulnerabili e la formazione delle nuove generazioni. Incoraggiamo i pellegrini a venire in Terra Santa». (ANSA).