Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Fare musica durante il Terzo Reich Dopo von Karajan, i Wiener
Testata: Corriere della Sera Data: 30 dicembre 2012 Pagina: 38 Autore: M.Per. Titolo: «Nuove ombre sul passato nazista dei Wiener»
Dopo Herbert von Karajan, ecco altre rivelazioni sul passato nazista dei Wiener Philarmoniker, sul CORRIERE della SERA di oggi, 30/12/012, a pag. 38, con il titolo "Nuove ombre sul passato nazista dei Wiener"
I Wiener in una immagine del 1942
In Germania come in Austria, fare musica durante il Terzo Reich imponeva una serie di compromessi di varia entità (gli antinazisti dovevano emigrare, come fece Erich Kleiber). Chi sceglieva di restare poteva farlo con equilibrismi di vario genere (come Wilhelm Furtwängler, il sommo direttore dei Berliner Philharmoniker), iscrivendosi al partito nazista sostanzialmente per motivi di carriera (come, si è detto in questi anni, fece Herbert von Karajan), oppure sposando in pieno la causa hitleriana. E' un fatto storico del quale, ovviamente, i Berliner o i Wiener di oggi non hanno colpa: quello che colpisce però è la riluttanza, ogni volta che escono nuove illazioni, a fare definitivamente chiarezza sui comportamenti — istituzionali e personali — negli anni dal 1933 al 1945 delle grandi orchestre tedesche e austriache e dei loro musicisti. Gli ultimi casi, emersi nelle settimane scorse: prima quello di uno storico che sostiene che Karajan prese la tessera del partito nazista già nel '33 a Salisburgo, e non più tardi, in Germania, come si era sempre pensato. Poi, quello di pochi giorni fa, ancora più inquietante: i Wiener Philharmoniker sono stati accusati non soltanto di aver aderito in massa al partito ma di aver premiato nel 1966, più di vent'anni dopo la fine della guerra, con un duplicato della medaglia a lui già conferita dai Wiener nel 1942, il criminale di guerra Baldur von Schirach. L'ex capo della gioventù hitleriana e governatore del Reich a Vienna condannato a vent'anni di reclusione durante il processo di Norimberga (morì poi nel 1974). Harald Walser, politico dei Verdi austriaci, ha pubblicato un duro articolo su Die Presse chiedendo al presidente dei Wiener di fare chiarezza: «Nascondere i fatti e riscrivere la storia non è accettabile».
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