Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Mohamed Merah, 'lupo solitario' o inserito in una rete più ampia ? cronaca di Guido Olimpio
Testata: Corriere della Sera Data: 24 agosto 2012 Pagina: 17 Autore: Guido Olimpio Titolo: «Le troppe telefonate all'estero del 'lupo solitario' Merah»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 24/08/2012, a pag. 17, l'articolo di Guido Olimpio dal titolo "Le troppe telefonate all'estero del «lupo solitario» Merah".
Mohamed Merah
L'enigma Mohamed Merah. Un lupo solitario, come ha cercato di accreditare la polizia, o un terrorista inserito in una rete estremista più ampia? Con il passare dei mesi sembra prevalere la seconda ipotesi, anche se mancano ancora molti tasselli. Sorprendenti, a questo riguardo, le rivelazioni sull'autore della strage di Tolosa apparse su Le Monde. In alcuni documenti dell'intelligence interna sono stati registrati i contatti telefonici del killer dal settembre 2010 al febbraio dell'anno dopo. Merah ha compiuto 186 chiamate in una ventina di paesi. In alcuni vivevano dei suoi familiari ma in altri non c'erano ragioni speciali per farle. Vale la pena ricordarli: Egitto, Algeria, Marocco, Gran Bretagna, Spagna, Costa d'Avorio, Kenya, Croazia, Romania, Bolivia, Thailandia, Russia, Kazakhstan, Laos, Taiwan, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Israele e Bhutan (con ben 9 telefonate). Tenuto d'occhio con un certo ritardo l'estremista si comporta in modo sospetto, visto che cambia spesso schede ai suoi cellulari e usa telefonini di altre persone. Un atteggiamento di chi ha qualcosa da nascondere. Nelle carte dei servizi, secondo Le Monde, si afferma che gli agenti hanno iniziato ad interessarsi di Merah nel 2009 in seguito alle indagini sul fratello, Abdelkader, vicino ad ambienti estremisti. E sarà soltanto dopo il famoso viaggio in Afghanistan (marzo 2011, ossia dopo il fiume di telefonate) che gli 007 accentuano la sorveglianza sul ventiquattrenne franco-algerino. La sensazione che ci sia ancora dell'altro nella vicenda Merah. Forse non segreti clamorosi, ma qualcosa che possa spiegare perché mai l'omicida sia riuscito a «passare sotto il radar» di chi lo conosceva così bene.
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