Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Morsi che scrive a Peres impegnandosi per la pace...magari fosse stato vero Purtroppo la realtà è diversa da come ce l'aspettiamo
Testata: Corriere della Sera Data: 01 agosto 2012 Pagina: 14 Autore: Redazione del Corriere della Sera Titolo: «Peres: 'Lettera da Morsi'. Ma l'Egitto smentisce»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 01/08/2012, a pag. 14, la breve dal titolo "Peres: 'Lettera da Morsi'. Ma l'Egitto smentisce".
Mohamed Morsi
Morsi scrive a Peres, nella lettera si impegna per il processo di pace...magari fosse stato vero. Purtroppo si trattava di una bufala. Ci saremmo stupiti del contrario, vista la posizione dei Fratelli Musulmani contro Israele. Sull'edizione cartacea del Corriere, meno aggiornata di quella online, si legge ancora che Morsi avrebbe scritto la lettera. Ecco la breve:
IL CAIRO — «Giallo» diplomatico tra Egitto e Israele. Ieri Gerusalemme ha diffuso la notizia di una lettera inviata dal neopresidente egiziano Mohammed Morsi al capo dello Stato ebraico Shimon Peres, nella quale il leader dei Fratelli musulmani assicurava il suo impegno per il processo di pace in Medio Oriente. La notizia, riferita dal sito web del quotidiano israeliano Haaretz, è stata smentita in serata dal portavoce di Morsi. «È un falso. Il presidente Morsi non ha inviato nulla a Israele», ha tagliato corto Yasser Ali. Secondo il sito di Haaretz nella lettera, consegnata da un diplomatico dell'ambasciata egiziana a Tel Aviv, Morsi si diceva «ansioso» di mettere in campo «ogni sforzo» per rilanciare il processo di pace, e ribadiva la necessità di «garantire sicurezza e stabilità per tutti i popoli della regione, incluso il popolo israeliano».
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