lunedi` 13 aprile 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



Clicca qui






Corriere della Sera Rassegna Stampa
23.07.2012 Siria: Assad bombarda Damasco
Analisi di Guido Olimpio

Testata: Corriere della Sera
Data: 23 luglio 2012
Pagina: 27
Autore: Guido Olimpio
Titolo: «Assad bombarda la sua città, strategia per tenere Damasco»

Sul CORRIERE della SERA di oggi, 23/07/2012, a pag. 27. con il titolo "Assad bombarda la sua città, strategia per tenere Damasco", Guido Olimpio analizza la situazione che si è venuta a creare a Damasco sotto i bombardamenti.
Ecco l'articolo:

Assad colpisce con i razzi la sua stessa capitale, Damasco, per respingere le sortite del nemico arrivato all'uscio del suo palazzo. Gli insorti si ritirano da alcuni quartieri e rispuntano in altri mentre i loro compagni vanno all'offensiva ad Aleppo, città simbolo. Confusione anche ai confini, con i valichi che passano di mano dalla mattina alla sera. Il quadro militare in Siria è molto fluido, tra annunci di vittorie e sconfitte.
Le ultime valutazioni dell'intelligence sostengono che, nonostante i colpi subiti, il leader è ancora ben saldo. E punta ad arroccare le sue forze in alcune città. Ormai è evidente che non ha la possibilità di disperderle. Sopratutto quelle scelte. A Damasco è probabile che la missione sia stata affidata agli elementi della Quarta brigata, guidata dal fratello Maher. Meglio organizzata e più determinata delle unità tradizionali.
Alcuni osservatori avanzano l'ipotesi che il dittatore, nel caso che venga messo alle strette, possa puntare alla creazione nel nord ovest di un mini-Stato alawita, la setta minoritaria alla quale appartiene insieme a quelli che contano. Altri ritengono che sia uno scenario irrealizzabile. Cosa possono fare il raìs e i fedelissimi in un'area priva di infrastrutture? Chi mai riconoscerebbe questa entità? Ecco allora che deve tenere la capitale, anche a costo di spianare interi quartieri. Una scelta distruttrice adottata da altri raìs arrivati al capolinea. Dinamiche sulle quali c'è l'ombra delle armi chimiche. Il regime ne ha in quantità. Usa e Israele temono che finiscano in mani sbagliate o che siano usate nella repressione. Ormai non passa giorno senza che si evochi un intervento per distruggerle. Fino a poche ora fa sembrava solo un'ipotesi mentre adesso - indiscrezioni non casuali - danno il senso dell'urgenza. Gerusalemme ha detto: «Noi siamo pronti ad agire». Washington è più cauta, però manda segnali sulla necessità di trovare una risposta parlando di «consultazioni attive» con gli alleati.
Come spesso accade in Medio Oriente una crisi può debordare con scenari difficilmente prevedibili.

Per inviare al Corriere della Sera la propria opinione, cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@corriere.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT